"Pacchi" online in tutta Italia: banda smantellata, una ventina di truffe scoperte

I carabinieri hanno denunciato tre persone fra Mestre, Martellago e Oderzo. Mettevano in vendita su vari siti web merce inesistente, incassavano e sparivano. Raggiri per 30mila euro

Mettevano in vendita merce sui siti di compravendita online più popolari, aspettando che qualche incauto utente cadesse in trappola. Così sono riusciti a mettere a segno almeno 18 truffe in soli due mesi, ma è probabile che gli episodi siano molti di più. Sono stati i carabinieri di Mestre a individuarli, scoprendo che la banda sfruttava in modo sistematico siti di e-commerce (subito.it, eBay, Autoscout24) per raggirare persone convinte di comprare auto di seconda mano o gadget tecnologici. Tutto materiale che in realtà non esisteva.

I denunciati

L’indagine, partita da una denuncia presentata alla stazione carabinieri di Martellago, ha svelato i meccanismi fraudolenti messi in atto da una banda composta da tre nomadi residenti in zona: H.W., 35 anni di Mestre, Z.D., 40 anni di Oderzo (Treviso), R.N., 29enne di Martellago, tutti con precedenti per reati analoghi. Per loro è scattata una denuncia per l'ipotesi di truffa aggravata. Gli investigatori hanno accertato, attraverso una serie di riscontri, che i tre erano autori seriali di truffe su tutto il territorio nazionale. Ben 18 quelle attuate solo tra aprile e maggio 2017.

Pagamenti su carte ricaricabili

I truffatori riuscivano con foto fasulle a convincere le proprie vittime di essere in possesso del bene in vendita. Dopodiché si facevano pagare con accrediti su carte di credito ricaricabil: gli ignari acquirenti versavano la somma pattuita, che subito dopo veniva riversata oppure prelevata, quindi spariva. Le carte erano intestate a prestanome probabilmente compiacenti (i carabinieri ne hanno identificati otto, tutti residenti in zona), le cui posizioni sono al vaglio degli investigatori.

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Perquisizioni

Nel corso delle perquisizioni sono state sequestrate carte di credito, postepay, cellulari e computer. È emerso un giro esteso di episodi criminosi messi a segno in tutto il territorio nazionale, letteralmente in ogni regione. Il danno complessivo patito dalle vittime dei raggiri è quantificato in circa 30mila euro.

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