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Alberghi veneziani: bene le città d'arte, in lieve calo la costa. «Un dovere stanare gli abusivi»

Settore turistico in crescita dal 2007 al 2017, sia in termini di posti letto che di presenze. È seguito un 2018 in calo, ma sono tornati gli statunitensi con un apporto stimato in circa 3 miliardi all'anno. Sono i dati forniti martedì dall'Associazione Veneziana Albergatori, nel corso dell'evento Venice Hotel Market 2019

 

Un settore in salute, che cresce, e rappresenta una delle partite fondamentali dell'economia veneziana. Focus sul turismo martedì alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista, l'associazione albergatori veneziani, Ava, durante l'evento Venice Hotel Market 2019, ha tracciato il quadro della situazione.

Un decennio in ascesa

Il sistema turistico veneziano, dal 2007 al 2017, ha registrato una costante crescita, sia in termini di posti letto che di presenze, arrivando ad esprimere il suo massimo potenziale proprio nel 2017.  È seguito un 2018 in calo, che però è stato caratterizzato dal riaffermarsi della presenza statunitense (pari al 20%), che, da sola, ha prodotto il 30-35% del fatturato turistico, stimato complessivamente in circa 3 miliardi all'anno. All'apertura della fiera, tra i rappresentanti istituzionali, l'assessore comunale allo Sviluppo economico e alla Coesione sociale, Simone Venturini, il direttore dell'Ava, Claudio Scarpa, la vicepresidente Ava, Stefania Stea, e l'assessore regionale al Turismo, Federico Caner.

In lieve calo le spiagge

«Costa veneta, il mare, in lieve flessione - ha spiegato Caner - ma dobbiamo pensare che sono ripartiti Egitto e Turchia con i quali è difficile competere sul prezzo, il nostro cavallo di battaglia deve essere la qualità e su questo abbiamo investito anche grazie ai fondi del programma operativo regionale Por Fesr. Parliamo di un 2018 di consolidamento, rispetto al 2017, lo vediamo comunque come un successo, perché dobbiuamo pensare che negli anni precedenti la crescita è stata del 4, 5%».

Gestione del turismo

«Il sindaco Brugnaro – ha esordito Venturini, in riferimento al mercato turistico statunitense – è a Washington per inaugurare la mostra sul Tintoretto e rinsaldare i rapporti con gli Stati Uniti, puntando ad attrarre ancor più i sui visitatori. Vogliamo guardare al turismo, infatti, non solo come problema, ma come settore industriale importante per la città, per la Regione e per l'intero sistema Paese. Il turismo va affrontato come una risorsa, si deve tornare a investire maggiormente nella comunicazione e nella programmazione, arrivando a gestirlo nel modo giusto. Il nostro obiettivo è riuscire ad attrarre turismo di qualità, pur nella consapevolezza che dal 2007 ad oggi è cambiato tutto, con l'esplosione dei voli low cost e dei grossisti on-line, con l'apertura dei nuovi mercati. Abbiamo bloccato la possibilità di trasformare automaticamente in albergo qualsiasi palazzo – ha spiegato – siamo impegnati al massimo nella lotta al sommerso, come dimostrano i dati sulle sanzioni comminate e i controlli eseguiti dalla polizia locale. Facciamo quello che possiamo, come Comune, per controllare anche le locazioni turistiche, cercando così di arginarne la proliferazione indiscriminata, ma quest'azione richiede l'intervento del Parlamento. Stiamo rafforzando la qualità dell'offerta con mostre di alto livello e con gli eventi della Biennale. Abbiamo inoltre deciso di puntare sul Salone nautico, con cui vogliamo attrarre il popolo del mare, ossia una fascia alta di turismo che finora la città non è riuscita ad intercettare».

Codice identificativo

«Abbiamo già presentato e approvato in giunta regionale il codice identificativo che è in attesa dell'ok a livello nazionale, è ormai questione di giorni - spiega Caner -. Si tratta di capire se le regioni hanno competenza in materia, è qui il nodo. Il ministro ha detto che è disponibile a creare un codice identificativo nazionale, che permetterebbe il riconoscimento delle sole strutture riconosciute e riconoscibili. Se così fosse per noi ben venga». «C'è bisogno di una normativa nazionale, al di là delle competenze per noi operatori è importante la concretezza perciò il governo deve approvare una normativa adeguata, anche se penso che le disposizioni nazionali non siano al momento sufficienti perché rinviano a regolamenti e provvedimenti attuativi futuri - spiega da parte sua Scarpa -. Serve puntare sulla qualità e la gestione dei flussi turistici. Il sindaco si sta muovendo correttamente in questo senso, è giusto che il turista di passaggio lasci qualcosa alla città, esattamente come già accade nel caso del visitatore che soggiorna in albergo». 

Comunicazione

«È peccato che passino messaggi e recensioni sbagliate su Venezia, città dei tornelli e delle tasse d'ingresso, occorre lavorare sulla comunicazione - afferma Stefania Stea -. È giusto far passare il messaggio che la città ha bisogno del contributo di tutto per mantenere la sua bellezza e la sua attrattività. E poi occorre puntare sull'offerta: bene la mostra su Tintoretto e bene il salone nautico, sono tutti eventi che attraggono certi settori di mercato».

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