Invasione "mordi e fuggi" in centro storico a Venezia, la soluzione è il turismo "slow"

Nella conferenza organizzata martedì da Confartigianato è stato sottolineato come la tecnologia e il web possono aiutare allo scopo. "Valori umani centro di turismo e economia"

Venezia, città fragilissima e assediata dai turisti mordi e fuggi, oggi più che mai ha bisogno di essere riscoperta e non invasa, rivalutata e non svenduta. A sottolinearlo è la Confartigianato Venezia-San Lio, che auspica una rivoluzione concettuale del turismo stesso. Una nuova era gestionale capace di alternare a quello di massa un tipo di turismo che entra in punta di piedi, capace di rispettare la città e chi ci vive. Su questo tema Confartigianato Venezia ha organizzato martedì alla Scoleta dei Calegheri a San Tomà un incontro aperto a tutti gli artigiani del settore artistico/manifatturiero e dell’alimentazione.

Occhi puntati sul turismo esperienziale, quello che si rivolge al visitatore che vuole vivere Venezia e fare esperienze culturali uniche; e in questo specifico segmento di offerta turistica, l'artigianato veneziano può ritagliarsi un ruolo di primo piano, attraverso proposte mirate e di alto livello culturale e storico. L'idea segue l'ormai diffusa nuova frontiera dell'essere turista, quella dove la parola "esperienza" sta rivoluzionando l’idea di viaggio, riscoprendo il sapore antico, nobile e romantico del “grand tour”; ovvero un viaggiare dove turismo vuol dire rivelazione della storia, dell'arte e della cultura. Riprogettare il turismo “romantico”, legandolo agli strumenti della modernità è quindi un percorso necessario, che ha già fatto nascere e sta facendo nascere start-up in tutto il mondo, Italia inclusa, Venezia  inclusa, facilitando così al turista “evoluto” l'accesso a porte “segrete” per un viaggio che vuole essere anche esperienza.

"La proposta, la sfida che lanciamo oggi - spiega Gianni De Checchi, segretario di Confartigianato - è quella di non essere più semplici spettatori di una dinamica, ma partecipi di un mondo che sta cambiando e dove sta crescendo la voglia di superare un modello consumistico, invadente e frettoloso del turismo. Il concetto di turismo esperienziale sta diventando fondamentale in questa industria, e scollegarlo all'autenticità e unicità di Venezia è un errore. Bisogna adottare alla svelta una seria politica di gestione e controllo dei flussi turistici, altrimenti Venezia rischia di autoescludersi da questo tipo di mercato, peraltro molto interessante".

E  qui  la  rete  gioca  un  ruolo fondamentale: con internet è possibile fornire servizi e prodotti locali su base globale o internazionale. In una parola  glocalizzazione. Anche a Venezia c'è chi si sta dando da fare: VivoVenetia, ad esempio, la piattaforma che promuove on line esperienze turistiche a Venezia ed in Veneto. "Con Confartigianato Venezia - spiega Cécile Rousset di Vivo Venetia - stiamo  costruendo una realtà dove l'artigianato ed i valori  umani  sono  al  centro  dell'economia  del futuro. Dal business to business all' human to human. Il filo conduttore di queste iniziative è quello di poter  viaggiare per essere protagonisti di esperienze concrete, sperimentando itinerari non convenzionali”.

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