Se mancano parcheggi per le bici? In sella per le calli, fino San Marco

Il malcostume a Venezia è sempre più diffuso. Si moltiplicano ogni giorno i ciclisti in giro per la città. La protesta degli abitanti: "Servono più controlli"

Una novità per Venezia: le biciclette. No, non si tratta di una speciale concessione del Comune, ma di un malcostume che si sta diffondendo per tutta la città, contribuendo ad aumentare gli effetti dell'inciviltà che portano in dote i visitatori.

Con frequenza sempre maggiore i turisti si sentono autorizzati a percorrere ponti e calle in sella a mountain bike, con tanto di caschetti, zaini e attrezzatura da campeggio al seguito. Ignoranza? Forse. Maleducazione? Presumibile. Del resto in piazzale Roma non ci sono zone adibite al parcheggio dei cicli, e i turisti, che giungono in laguna sempre più frequentemente a bordo di una due ruote, hanno cominciato a prendersi delle concessioni molto speciali.

Ma si tratta di concessioni che causano problemi al normale traffico pedonale. Se infatti la circolazione delle bici in centro storico è vietata dal regolamento comunale, non c'è nulla che ne vieti, di fatto, il trasporto. E quindi non è raro imbattersi in turisti che molto furbescamente sfrecciano per calli e campi vari, giungendo fino in piazza San Marco.

I cittadini protestano. "Molti turisti si sentono autorizzati a comportarsi come non farebbero neppure a casa propria, anche per il lassismo generale che circonda Venezia - ha dichiarato Alberto Nardi, presidente dell'associazione piazza San Marco. Del resto non è raro incontrare gente che, complice il caldo, circola in costume o in mutande per la città, infischiandosene del decoro. "Sono convinto - ha continuato Nardi - che se i vigili iniziassero a senzionarli gli effetti ci sarebbero".

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