Ulss 12, Boccignone: "A Venezia un nuovo reparto di Riabilitazione"

Il nuovo primario di Medicina Fisica e Riabilitativa ha le idee chiare: "Al Civile 15 nuovi posti-letto, all'Angelo riorganizzeremo gli ambulatori"

“All’ospedale All’Angelo è il momento di riorganizzare tutta l’attività ambulatoriale al piano terra con ambulatori e palestre, un contributo fondamentale arriverà anche dalla piscina. Al Civile di Venezia andrà invece attivato un nuovo reparto di Riabilitazione”. Alessandro Boccignone si presenta, il nuovo primario ha le idee chiare e tanti obiettivi in testa. Da metà luglio Boccignone dirige l’Unità Operativa di Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Ulss 12. Laureato a Padova, è in possesso di tre specializzazioni: una in Biologia Clinica, un'altra in Geriatria, oltre a quella, ovviamente, in Medicina Fisica e Riabilitativa. È stato primario a Portogruaro, a Jesolo e a San Donà, è docente nella  Scuola di specializzazione di Medicina Fisica e Riabilitativa all'Università di Padova e ha insegnato nella Facoltà infermieristica dello stesso Ateneo.

Un curriculum di tutto rispetto per una sfida altrettanto importante, dunque. “All’Ospedale Civile di Venezia – spiega – si devono attivare i quindici posti letto previsti dalle ‘schede ospedaliere’. Nelle stesse schede regionali è anche prevista la nascita, all'interno del perimetro del Santi Giovanni e Paolo, di un Ospedale di Comunità e di una Unità Riabilitativa Territoriale: si tratta di strutture in cui potranno essere ricoverate persone che abbiano superato la fase acuta – una persona colpita da ictus, ad esempio, o un malato di Parkinson, o un utente che abbia subito una frattura del femore –  stabilizzate da punto di vista clinico ma bisognose, prima della dimissione, di assistenza e di riabilitazione”.

Boccignone guarda però anche alla realtà esterna agli ospedali:  “Lavoriamo per creare una rete con le strutture accreditate (Fatebenefratelli, Villa Salus, Policlinico San Marco, San Camillo) che dovranno lavorare in sinergia con noi e con i Reparti per acuti degli Ospedali, da dove accoglieranno i pazienti che necessitano di riabilitazione. Con questi presidi sanitari privati vanno individuati i percorsi di accompagnamento verso casa, che cioè prendono inizio dai Reparti ospedalieri, guidano i pazienti alle strutture esterne di riferimento per le diverse patologie e infine li reinseriscono nel loro ambiente di vita”.

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