Iniziano le scuole, primi bambini "no vax" ritirati o respinti. E c'è chi opta per il rinvio

Bassa, secondo le prime stime, la percentuale di chi ha rinunciato all'iscrizione dei bimbi a materne e nidi. Nelle scuole dell'obbligo cattedre scoperte, soprattutto nei sostegni

Scuole materne e obbligo di copertura vaccinale, si parte tra qualche certezza e molti interrogativi. In provincia di Venezia la stragrande maggioranza dei bambini ha potuto accedere agli istituti senza problemi fin dal primo giorno, martedì 12 settembre. I genitori, come previsto dalla legge, hanno dovuto presentare i documenti vaccinali relativi ai piccoli: l'attestazione o il certificato vaccinale rilasciato dalle Asl, oppure il libretto vaccinale dei bambini. Altrimenti un'autocertificazione con indicati i vaccini eseguiti, una parte o tutti, o almeno la richiesta di appuntamento al distretto.

BAMBINI RESPINTI E RITIRATI

In provincia sono pochi i bimbi effettivamente ritirati dai genitori "no vax". Una ventina negli istituti paritari, tra scuole dell'infanzia e nidi (i dati sono parziali, ma siamo sull'ordine dello 0,5% sul totale). Altri (l'1% circa) non sono ancora stati portati all’asilo, magari in attesa dell'evolversi della situazione. Numeri bassi anche negli istituti statali: "I casi di netta opposizione sono limitati - dichiara Daniela Beltrame, direttrice dell’Ufficio scolastico regionale - Pochi bambini sono stati respinti, con conseguente segnalazione all'Ulss. In un solo caso, che io sappia, i genitori hanno annunciato ricorso. Dati più completi arriveranno nelle prossime settimane". Diversa la situazione nelle scuole dell'obbligo (elementari, medie e superiori), dove gli eventuali inadempienti vanno distribuiti in modo da garantire una certa percentuale di vaccinati per ogni classe.

INADEMPIMENTI TOTALI E PARZIALI

"La maggior parte di quelli entrati - fa presente Stefano Cecchin, presidente regionale Fism (la federazione a cui fanno capo le scuole materne paritarie) - ha fatto tutte e 10 le vaccinazioni previste. Un'altra parte ha fatto l’esavalente, quindi ne mancano 4 che faranno più avanti. E poi ci sono quelli senza vaccini ma che hanno preso appuntamento alle rispettive Ulss". "Ieri, giorno di inizio della scuola - precisa - non sono state riscontrate difficoltà. Evidenziamo però l'assenza di un modulo di diniego in cui le scuole spieghino il motivo di eventuali respingimenti. Siamo comunque pronti ad accogliere tutti i bambini e ad avvertire sindaci e aziende sanitarie in caso di bimbi non vaccinati. L'invito è a usare il buon senso".

RITARDI

“La normativa risale al novembre scorso - ricorda Cecchin - Tra gennaio e febbraio 2017 la Regione ha chiesto ai gestori di materne e nidi di raccogliere i dati vaccinali e passarli alle Asl. Questo è stato fatto entro maggio, poi qualcosa si è inceppato". Ora, a causa dei ritardi, il sistema sanitario è intasato. Tra richieste di informazioni, liste di attesa ed appuntamenti ci si chiede se entro marzo si riuscirà effettivamente a chiudere il ciclo delle vaccinazioni. Di mezzo ci si è messo l'ordine del garante della privacy, che ha negato il passaggio di dati sui bimbi dalle Asl agli istituti scolastici. L'Ufficio regionale ha scritto agli assessorati competenti per chiedere di rimediare a questo problema per evitare un passaggio in più e semplificare la procedura.

CATTEDRE

Situazione a tratti delicata anche dal punto di vista didattico. Per le scuole dell'obbligo l'anno scolastico è partito mercoledì con alcune cattedre ancora vuote. Sono 3500 le nomine in ruolo in Veneto; sono seguite le supplenze annuali, e qui si ferma il lavoro dell'Ufficio regionale. Restano circa 2mila posizioni da coprire, soprattutto insegnanti di sostegno. Per questi sono gli istutiti a doversi muovere singolarmente: possono nominare gli aventi diritto, poi subentreranno le graduatorie di istituto. Questione di pochi giorni.

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