"La città non è più nostra", flashmob a Venezia contro speculazioni e turismo selvaggio

#Veneziamiofuturo, mascherati da panda per simboleggiare il rischio di estinzione: i veneziani alle 16.30 di venerdì si danno appuntamento alla chiesa della Salute

Foto Flavia Anto (Facebook)

"Quello che comincia domani non è più il nostro Carnevale: è una macchina mangiasoldi per spennare i turisti 11 mesi su 12". È la pesante accusa lanciata da un gruppo di Veneziani (sotto il nome Veneziamiofuturo) che ha scelto il panda come simbolo della propria battaglia: "I veneziani sono una specie in via di estinzione? - scrivono in un comunicato - Anche il panda gigante lo è stato, la buona notizia è che non lo è più". Residenti che non si arrendono all'idea che "per far girare la macchina mangiasoldi al massimo bisogna svuotare Venezia dei suoi cittadini".

Ora mettono in scena un flashmob, l'appuntamento è per venerdì 17 febbraio alle 16.30 sul sagrato della chiesa della Madonna della Salute. Indosseranno delle maschere da panda. Un'iniziativa che arriva "alla vigilia del Carnevale che non è più nostro". "Rivendichiamo il diritto di vivere a Venezia - si legge ancora - la nostra resistenza alla speculazione che vorrebbe cacciarci da questa città per far posto alla monocultura turistica che tutto vuole inghiottire, la nostra capacità di fornire soluzioni ai problemi sollevati".

"Oggi siamo rimasti in 54.600 - spiegano - Un nuovo slancio è necessario, con la stessa energia che nel 1630 permise alla città di rinascere dopo l'epidemia. Facciamo appello alla solidarietà del mondo intero, perché Venezia, con i suoi abitanti e la sua cultura unica, è patrimonio dell'umanità e non la proprietà privata di qualche lobby".

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