Da dieci giorni protestano di fronte alla stazione "Ridateci il nostro lavoro"

Da dicembre 38 dipendenti della Wasteels che lavoravano sul treno Venezia-Parigi sono in mobilità: "Il convoglio più redditizio di tutti è stato 'venduto' ai francesi. E noi ora siamo a piedi"

Dal 19 dicembre si sono accampati con la loro "capanna dei licenziati" di fronte alla stazione Fs di Venezia Santa Lucia. A pochi metri da dove, fino a poche settimane prima, si trovava il loro luogo di lavoro. Sono i 38 dipendenti della Wasteels International che dall'11 dicembre si sono trovati senza occupazione dopo che i vertici di Trenitalia hanno deciso che lo "storico" treno notturno Stendhal Venezia-Parigi non avrebbe più avuto bisogno di loro. Non che ci fosse personale in esubero. "Semplicemente hanno deciso di dare il lavoro a francesi", spiega Gianluca Ricci, reduce dalla nottata sulle Fondamenta di Santa Lucia.

I RICAVI VANNO A PARIGI - Non si sta parlando di un treno qualunque. In quei vagoni salgono ogni notte circa mille passeggeri. Il convoglio più redditizio di tutti quelli che partono dalla città lagunare. L'ad di Trenitalia Mauro Moretti, con l'obiettivo di una riorganizzazione generale del servizio ferroviario, ha creato una nuova società a braccetto con la transalpina Veolia Enviroment. Questa società si occuperà di gestire il treno notturno che parte da Venezia e arriva all'ombra della Tour Eiffel. E i ricavi, che prima rimanevano qui, evidentemente ora si divideranno.

MATERIALE ITALIANO - "I convogli sono stati restaurati due o tre anni fa - spiegano gli ex dipendenti della Wasteels - con i soldi dei contribuenti. Sono vetture italiane a tutti gli effetti. Il materiale è italiano. Si parla di 400mila euro spesi per i vagoni letto e 350mila euro per le cuccette. Semplicemente ci hanno messo dei nuovi adesivi". L'accordo italo-francese, però, si è "dimenticato" del "costo sociale" di questa operazione.

TUTTI IN MOBILITA' - La Wasteels International, infatti, a inizio novembre ha inviato una lettera a tutti i suoi dipendenti, 880 lavoratori in Italia, annunciando la messa in mobilità di tutta l'azienda. "Qui c'è chi è rimasto a piedi dopo 27 anni di lavoro, altri dopo 23 - spiegano - noi abbiamo una professionalità che possiamo spendere solo sui treni, ma non c'è la volontà di trovare un modo per assorbirci, anche se la carenza di personale in Trenitalia è lampante". Ora il problema immediato è sapere se lo stipendio di dicembre e le tredicesime verranno pagati. "Ci dicono che arriveranno, ma non sappiamo quando. E soprattutto non sappiamo come andare avanti".

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