Dopo duemila anni di storia a Venezia è vietato l'ormeggio delle imbarcazioni

Incredibile decisione del Consiglio comunale che ha introdotto la multa per "abbandono di natante". Già centinaia i sanzionati. I natanti chiedono posti pubblici con il gratta e parcheggia

 

Una città di mare con 2.000 anni di storia mette al bando gli ormeggi. Accade a Venezia: divieto di ormeggiare per tutte le imbarcazioni. E' tutto scritto nel “Regolamento della circolazione acquea per i rii di Venezia”, che è stato approvato dal Consiglio comunale veneziano nel dicembre scorso ed ora la questione viene alla luce. In pochi mesi centinaia di veneziani e non sono stati sanzionati con 66 euro di multa per “abbandono di natante”
 
Ora il popolo dei multati ha deciso di farsi sentire e intendono costituirsi in un comitato e poi dare il via a manifestazioni rumorose e ricorsi legali. E accusano, come riporta la Nuova di Venezia: “a Venezia in barca non ci potrà più andare. Le rive saranno monopolio delle categorie, in particolare di gondole e taxi. Chi ha una barca non la potrà più usare”.
 
I vigili, a Lido e a Venezia, rincorrono gli abusivi e contestano l’articolo 5 comma 2 del nuovo regolamento che recita: “E’ vietato lasciare incustodite le imbarcazioni sulle rive e nelle fondamenta ad eccezione di quelle regolamentate con soste a tempo limitate”. 
 
La norma è nata per stroncare i furbi - spiegano dall’Ufficio del Traffico Acqueo alla Nuova - perché c’era chi lasciava la barca nei posti acquei senza pagare il canone. Altri che occupavano le rive pubbliche”. Ma le domanda è semplice: Come fare se in città non esistono posteggi per soste a tempo limitato? Pronti i gratta e parcheggia anche per l'acqua?
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