Vigili del fuoco precari Venezia: "Lasciateci realizzare il sogno di diventare pompieri"

Nel comando territoriale i "saltuari" sono circa un'ottantina, tutti tra i 30 e i 45 anni: "Fortunatamente qui ci chiamano spesso, nel resto d'Italia anche contratti di 14 giorni"

Dell'Associazione nazionale discontinui fanno parte anche gli 80 vigili del fuoco di Venezia che lavorano "a chiamata", residenti nel nostro territorio, ma disponibili ovunque e per qualsiasi emergenza. "Riceviamo regolare busta paga e le indennità per le trasferte ma non siamo pompieri in tutto e per tutto per un fatto fondamentale: non abbiamo contratto - spiega il vigile del fuoco 'precario' da noi raggiunto al telefono, referente per il veneziano.

"Tutto ruota attorno alle urgenze e alla numerosità degli interventi richiesti - ci racconta - Più importanti, gravi e numerose saranno le calamità, maggiore sarà la necessità di rafforzare il personale disponibile e più alta la probabilità, per noi precari, di venire richiesti per prestare soccorsi immediati".

"Con il terremoto, le copiose nevicate nel Centro Italia e la tragedia di Rigopiano, la domanda di braccia per prestare soccorsi continui ha fatto aumentare il ricorso ai 'discontinui', specie a Venezia dove abbiamo la colonna mobile. Così tutti noi pompieri precari abbiamo avuto nuovi incarichi. Ma negli anni le cose sono peggiorate - spiega - perché mentre prima le chiamate di personale senza contratto dovevano essere di almeno 20 giorni ogni 6 mesi, oggi possiamo uscire anche solo per 14 giorni e anche una sola volta all'anno, cosa che non ci permette poi di fare domanda di disoccupazione, perché non raggiungiamo neppure il minimo dei giorni di effettiva prestazione, richiesti per questo".

"La situazione è sempre più complicata - denuncia il rappresentante dei "discontinui" veneziano - Siamo tutti formati e preparati, abbiamo attrezzature e patenti di vario tipo per condurre i mezzi del corpo, ma non basta. Spesso chi chiama al lavoro, va ad attingere al fondo delle liste, pescando personale da graduatorie vecchie di 10 anni e non capiamo perchè. Oltrettutto, se qualcuno di noi viene assunto regolarmente, deve rifare tutta la trafila dei corsi e della formazione".

"Non abbiamo riferimenti di tipo sindacale - conclude il pompiere - sicuramente l'interesse politico manifestato da più parti nei confronti della nostra condizione, ha permesso di arrivare ad una risoluzione siglata da più partiti, che ora però avrà effetto solo se verrà tradotta in legge e noi questo speriamo. Per poter realizzare finalmente il nostro sogno: quello di fare i pompieri".

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