Diecimila interventi dei vigili del fuoco nel 2019: dalla crociera a San Basilio all'acqua alta

Questa mattina il punto sulle attività dei vigili del fuoco di Venezia nel corso degli ultimi 12 mesi. I complimenti del comandante Di Iorio: «A Venezia i pompieri più preparati»

«A Venezia ho trovato il personale operativo più preparato d'Italia. C'è un gruppo di funzionari tecnici uniti, così come non ho trovato da nessun'altra parte. Ho girato più di 10 città, ho fatto il comandante da Foggia ad Asti. Devo complimentarmi e ringraziare tutti». Con queste parole, il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Venezia, Giovanni Di Iorio, ha chiuso l'incontro con la stampa tenutosi oggi in caserma a Mestre, per fare un bilancio dell'attività svolta dal comando nel corso del 2019, a pochi giorni dalla festa di Santa Barbara, patrona del Corpo.

Resoconto del 2019

Nel corso dell'anno che sta volgendo al termine, il comando ha operato su tutto il territorio veneziano con 597 unità, con una carenza di personale del 9% (la media nazionale si assesta sul 10%), che tocca il 44% sul fronte funzionari tecnici. Negli ultimi 11 mesi sono stati effettuati oltre 10mila interventi, per una media di 30 uscite al giorno: 1453 hanno riguardato incendi, mentre 2778 sono state le aperture di porte. La sede con il numero maggiore di interventi è stata quella centrale di Mestre (33% del totale), seguita a ruota da quella di Venezia con 2400 interventi (23%). Mira e Portogruaro, invece, hanno coporto l'8% del totale provinciale.

Acqua alta a Venezia

«Sono stati 7 mesi intensi, in cui non ci è mancato nulla, - ha spiegato il comandante, insediatosi nello scorso mese di maggio - dalle trombe d'aria e nubifragi fino all'estremo opposto della siccità, passando per le navi da crociera, che per poco ci hanno fatto sfiorare la catastrofe (il riferimento è allo scontro tra la Msc Opera e un battello a San Basilio, nel mese di giugno). Sul fronte incendi, invece, non abbiamo avuto grosse criticità». La situazione più delicata per la provincia è comunque rimasta l'emergenza per l'alta marea, con i 187 centimetri di acqua che hanno messo in ginocchio la città storica. A cui sono seguite altre 3 giornate di acqua alta eccezionale (superiore ai 140 centimetri). «L'11 novembre siamo stati allertati per 156 centimetri, - ha continuato Di Iorio - avevamo già preparato le bombe ad esaurimento, basandoci sulle criticità patite dall'Enel l'anno prima. La questione è andata bene fino alle prime ore del pomeriggio del 12, poi dopo le 20 c'è stato il crescendo». Il primo intervento è stato registrato alle 21.40, nel giro di 2 ore solo a Venezia si sono verificati 11 interventi per incendi, quando normalmente, in tutta la provincia, se ne verificano 2 o 3. Il primo è stato alla cabina del museo di arte moderna di Ca' Pesaro, poi alle abitazioni e infine al teatro Malibran, dove i pompieri hanno dovuto trovare delle misure di sicurezza compensative, poiché l'acqua aveva messo fuori servizio tutti gli impianti. In tutto, nell'arco di 4 giorni (12-15 novembre), sono stati 400 gli interventi per il maltempo (ma con un numero di uscite molto più elevato). Cento sono stati invece gli interventi totali per l'ondata di mal tempo straordinaria del 28 e 29 maggio scorsi.

Interventi su auto elettriche

Il corpo dei vigili del fuoco è stato impegnato tutto l'anno anche sul fronte della formazione. Nel 2019 sono stati organizzati oltre 100 corsi, sia in azienda ma anche diretti al personale operativo. Osservate speciali, negli utlimi tempi, sono state le auto elettriche, veicoli sui quali si deve intervenire, per forza di cose, in maniera differente rispetto alle normali auto a combustibile fossile. Il rischio più alto per il pompiere è quello di rimanere folgorato. Come spiegato in conferenza, ad oggi non sono stati ancora molti gli interventi effettuati su auto elettriche (per un bacino ancora piuttosto ristretto). Il primo in assoluto nel Veneziano ha riguardato una Tesla che aveva urtato un'idrante stradale. Numerose sono state anche le iniziative indirizzate ai più piccoli, come le manifestazioni "115 junior" con cui il corpo dei vigili del fuoco vuole sensibilizzare sin dalla giovanissima età in materia di sicurezza ed invogliare i piccoli al mestiere.

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