Violenza domestica in aumento: ecco come funziona il protocollo Eva

Il programma della polizia di Stato è attivo circa da un paio di anni nel Veneziano e ha permesso agli agenti di agire in maniera più rapida e incisiva

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Attivo da circa due anni in ambito di violenze domestiche e famigliari nel Veneziano, il progetto Eva della polizia di Stato ha permesso un aumento della prevenzione e delle attività di intervento, specie in condizioni di forte fragilità. Molte situazioni sono venute alla luce grazie a una rafforzata fiducia nei confronti delle forze dell'ordine, anche da parte di vittime di cittadinanza straniera. Nel caso delle violenze famigliari la polizia si è mossa anche autonomamente, pur in assenza di denuncia. Grazie alla registrazione di informazioni e alla creazione di banche dati, durante le richieste d'aiuto l'operatore ha già evidenza della situazione della vittima in questione, la vede attraverso il monitor, la riconosce, si interfaccia con più confidenza in modo da ottenere una maggior apertura e collaborazione. È all'esame l'estensione del progetto Eva a tutto il territorio nazionale, con la condivisione di informazioni e l'interconnessione funzionale per dare risposte, in caso di necessità, anche fuori provincia. 

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