Approvato il bilancio di Venezia Terminal Passeggeri: fatturato tocca quota 33 milioni

Sale del 23% l'utile netto, a oltre 3 milioni di euro. Risultati raggiunti con adeguamento delle tariffe e ampliamento dei servizi offerti, nonostante la perdita di 40mila crocieristi

Il consiglio di amministrazione di Venezia Terminal Passeggeri S.p.A., società che dal 1997 gestisce il porto passeggeri di Venezia, si è riunito lunedì approvando il bilancio di esercizio 2015-2016 conclusosi a fine maggio. Nel dettaglio l’azienda ha ottenuto un fatturato di 33.374.000 milioni, in crescita dell’1,7% rispetto al precedente anno fiscale, un EBITDA pari di oltre 9 milioni (+18%), un risultato operativo pari a 5 milioni (+42,17%), un risultato ante imposte pari a 4 milioni e 659mila euro (+23,19%) e un utile netto pari a 3.165.000 euro (+23,49%).

Tali risultati sono stati raggiunti con un adeguamento delle tariffe motivato dal completamento dell’infrastrutturazione della Marittima e dall’ampliamento dei servizi offerti, nonché con un’azione di efficientamento in vari settori e un contenimento dei costi. Tutto ciò malgrado la perdita di 40.000 crocieristi rispetto all’esercizio dell’anno precedente, che salgono a oltre 160mila crocieristi persi dall’esercizio chiuso al 31 maggio 2013, dopo l’introduzione dei limiti di navigazione e la autolimitazione del tonnellaggio a 96mila tonnellate praticata dalle compagnie.
 
"Tale situazione ha generato un maggior numero di toccate salite di 37 unità da parte di navi di minor tonnellaggio che hanno comportato per VTP un notevole sforzo organizzativo, con revisione delle procedure operative e un potenziamento sia delle infrastrutture, che dell'operatività delle banchine - spiega Sandro Trevisanato, presidente di VTP S.p.A - Il Porto Crociere di Venezia ha quindi registrato una sostanziale tenuta, ma la situazione dovrebbe essere risolta a livello governativo al più presto, perché vietando l’accesso alla maggior parte delle nuove navi, Venezia rischierebbe di ospitare quelle meno recenti e tecnologicamente meno avanzate con una progressiva marginalizzazione del terminal lagunare, baricentro dei traffici adriatici, generando ripercussioni sull’intera crocieristica italiana e su tutto l’indotto occupazionale ed economico ad essa collegato. Se le normative non cambieranno rapidamente, il proseguire del declino appare inevitabile con pregiudizio di un intero comparto che in termini economici di spesa di passeggeri, equipaggi e navi vale oltre 450 milioni di euro annui".

"I risultati raggiunti dalla Venezia Terminal Passeggeri sono la prova che il comparto della crocieristica a Venezia resta un asset strategico e importante per l’economia del territorio - ha commentato il presidente di Confindustria Venezia, Matteo Zoppas - Complimenti al management e a tutti i lavoratori per questi risultati, ma ora servono risposte concrete da parte del Governo. Il divieto di accesso a navi tecnologicamente più avanzate a discapito di quelle più usurate non è solo un problema di sicurezza ma può diventare un problema di prospettiva se non si trova una soluzione idonea. È arrivato il momento delle decisioni, rimandare significherebbe vanificare un lavoro di anni che ha portato Venezia a diventare il primo Homeport del Mediterraneo".

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