Tari, la tassa sui rifiuti lievita per i single. Addio a sconti ed esenzioni

Approvate dal commissario Zappalorto in veste di "Consiglio comunale" le tariffe dell'imposta sulla spazzatura: riduzioni per le attività stagionali

Un Consiglio comunale sui generis, durato poco meno di venti minuti. Del resto consiglieri e politici non ci sono più. Dunque il commissario Vittorio Zappalorto ha dovuto fare di necessità virtù e approvare venerdì mattina la delibera di approvazione delle tariffe Tari (ossia sui rifiuti). Confermate la riduzione del 30% per le attività produttive stagionali e il 15% per le abitazioni con unico occupante, come previsto dalla legge. Il conguaglio del 2014 si pagherà dalla rata autunnale. Date le condizioni di bilancio, non sono state confermate esenzioni e agevolazioni già riconosciute negli anni precedenti a meno di cittadini che percepiscano l'assegno minimo vitale o che siano ricoverati in casa di riposo con un Isee inferiore a 16mila euro. Agevolazioni anche dal quinto figlio in poi. Per il resto "tariffa piena".

Per le utenze domestiche residenti (nuclei da 2 o più componenti) si è provveduto a una leggera diminuzione della quota fissa (cioè il rapporto tra l'importo che si andrà a pagare e i metri quadri dell'abitazione) per tutti i nuclei e a un aumento della quota variabile (quota per componente), che mediamente si compensano a vicenda, o provocano una leggera diminuzione dell’importo complessivo pagato. Di fatto gli importi si equivalgono.

Per i nuclei da un solo componente si è provveduto a diminuire sia la quota fissa che, consistentemente, la quota variabile e, ciononostante, non si arriva a compensare la minore riduzione tariffaria fissata dal regolamento e passata dal 30% del 2013 al 15% del 2014, con, in questo caso, un aumento della tariffa complessiva. In un appartamento da 80 metri quadri passerà a pagare 154,25 euro da 136,18.

Per le utenze domestiche non residenti e titolari di seconde case si è provveduto ad aumentare la quota variabile più che per le utenze domestiche residenti. Per le utenze non domestiche è stata confermata sempre nel rispetto del regolamento la differenziazione delle tariffe tra centro storico e terraferma per quanto riguarda le classi 22 (ristoranti, trattorie, pizzerie) e 24 (bar, caffè, pasticcerie).

Oltre a queste fattispecie il regolamento, sempre in applicazione della normativa sulla TARI, aveva introdotto, tra le altre, alcune esclusioni relative alle superfici adibite ad attività industriali dove si producono in via continuativa e prevalente rifiuti speciali e per i magazzini automatizzati di materie prime e di merci funzionalmente ed esclusivamente collegati alle aree di produzione industriale; oltre che per le aree scoperte pertinenziali ed accessorie, purché non operative.

La delibera, quale agevolazione degli adempimenti in carico all’utenza, approva anche una modifica all’articolo 10 del regolamento, introducendo, per i locali soggetti a lavori che ne rendano impossibile l’utilizzo, la possibilità di presentare la richiesta di esclusione dall’applicazione della tariffa senza necessità di rinnovo di anno in anno, prevedendo l’obbligatoria comunicazione di variazione o cessazione a chiusura dei lavori.

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Infine, la delibera conferma le esenzioni dal pagamento della tariffa a favore delle persone in condizioni di disagio economico e sociale e delle strutture al loro servizio (minimo vitale, assegno sociale), delle persone ricoverate in case di riposo con Isee non superiore a poco più di 16mila euro, e dal quinto componente in poi per le famiglie numerose con Isee inferiore a 24.600 euro.

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