Area di crisi complessa: c'è l'ammissibilità tecnica per i progetti presentati al Mise

Primo esame superato dalle aziende interessate a un mese dalla chiusura del bando per il rilancio dell'industria veneziana

Porto Marghera, archivio

Area di crisi complessa: tutti e 7 i progetti presentati per la zona industriale veneziana hanno superato il primo esame di ammissibilità tecnico-formale. Le iniziative imprenditoriali in questione prevedono investimenti del valore di quasi 60 milioni di euro, con richieste di agevolazione pari a circa 40 milioni, cioè quasi il doppio della dotazione finanziaria disponibile, e con prospettive occupazionali dirette per 90 nuovi posti di lavoro.

I progetti

In particolare, sul sito di Invitalia, si riscontrano le proposte di investimento di Slim Fusina Rolling, Vento di Venezia, Pilkington Italia, 3V Sigma, San Marco Petroli, la società Sirai srl (Società italiana per la Riqualificazione ambientale e Infrastrutturale), Siru srl. Operano in settori storicamente presenti nel territorio tra i quali la chimica, la manifattura industriale, i servizi per l’ambiente, la cantieristica, il rimessaggio imbarcazioni e la realizzazione di vetro.

Rilancio e occupazione

Ad un mese dalla chiusura del bando ministeriale per il rilancio dell’area di crisi industriale del territorio lagunare, è quanto hanno comunicato il ministero dello Sviluppo economico e Invitalia, l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa. Questo primo risultato per il rilancio produttivo di Venezia e del suo territorio testimonia il lavoro di informazione svolto dall’unità regionale di crisi e da Invitalia, a partire dalla legge 181/89, che finanzia alcune tipologie di iniziative imprenditoriali per il rilancio di aree colpite da crisi industriali, fino agli strumenti di politica attiva per l’occupazione.

La classifica

Un lavoro cadenzato da sette incontri tecnici della Regione insieme ai tecnici di Invitalia e al Comune di Venezia, nel corso dei quali è stato possibile approfondire con le aziende tutti gli strumenti disponibili per la reindustrializzazione dell’area veneziana. Ora i progetti di investimento dovranno superare le valutazioni di merito, da parte di Invitalia, sulla sostenibilità dell’iniziativa imprenditoriale e del piano finanziario: un passaggio atteso entro metà luglio che sarà decisivo per stilare la classifica dei progetti che potranno concretamente essere realizzati beneficiando dei 20 milioni di agevolazioni previste dalla legge 181 per la reindustrializzazione delle aree di crisi, finanziati dal Mise e gestiti da Invitalia. «Ulteriore conferma del buon lavoro svolto, ora attendiamo le valutazioni sulla sostenibilità dei progetti in corsa», scrive la Regione.

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