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Il debito: un ricordo. La manovra in controtendenza del Comune che compra il Toniolo

Venezia, una delle città turistiche più colpite dal Covid. Minori entrate per 130 milioni. Zuin e Brugnaro: «Dal governo ne sono arrivati 15. Al resto abbiamo provveduto noi». La presentazione

 

«Il bilancio è una cosa delicata. Nella migliore delle ipotesi chi ne parla non è preparato, nella peggiore è in malafede». Prende la parola il sindaco Brugnaro, dopo il resoconto dettagliato dell'assestamento di bilancio del Comune di Venezia, fatto dall'assessore Michele Zuin, oggi, lunedì 29 giugno in control room al Tronchetto. «Da meno 72 milioni a + 62. Sarebbe stato bello investire questo avanzo, invece andiamo a coprire le minori entrate, ma è giusto così. Ce l'abbiamo fatta e ce la faremo - dice il sindaco - dopo l'alluvione, la bastonata del Covid, ma occorre essere precisi, per questo ci sono i numeri, i codici strutturati. Una cosa è la parte corrente, un'altra la spesa per gli investimenti: cioè quella della legge speciale, dei marginamenti, delle bonifiche. Partite per le quali ho sempre combattuto a Roma, con i vari governi, ottenendo da Renzi. Ma non ha nulla a che fare con i conti del Comune». «Sulla parte corrente non abbiamo mai ricevuto aiuto dallo Stato», sottolinea Zuin.

La manovra

«Copriamo i mancati incassi e facciamo una manovra che comprende circa 4 milioni di euro per riequilibrare i conti di Avm e Actv, oltre a mantenere un impegno sulle quote dei biglietti turistici: sono circa 3 milioni per il 2020, che non vengono presi, per un totale di 7 milioni di euro. Altra partita è il Casinò, oggi la proprorzione è 75% degli incassi alla casa da gioco e 25 al Comune. Nel 2020 sarà 90/10. Vogliamo che il  Casinò continui ad andare avanti e teniamo quel 10% che serve a pagare le tasse, non ci saranno introiti al Comune dal Casinò - spiega Zuin -. Nel 2021 il rapporto passerà a 80/20 modificando la convenzione». Ricapitolando: 6 milioni e mezzo di avanzo vincolato, 6 milioni di liberazione fondi accantonati e quasi 8 milioni in meno di spese per il personale ( i concorsi sono bloccati per ora), 1 milione di rata (del debito dei 72 milioni) in meno, e 3 milioni e 600 in meno di oneri sui debiti con Cdp (Cassa depositi e prestiti), spese per il servizio mensa delle scuole (2 milioni) o per il trasporto scolastico (550mila euro) non erogati. A questi si aggiungono i 10 milioni dello Stato, applicazioni di avanzo spostati sugli investimenti e che liberano in parte corrente 4,5 milioni di euro. Ci sono altri 30-35 milioni attivati spostando scadenze come Imu, Tari e Cosap, «affinché le imprese paghino con calma quel poco che resta da pagare, perché con la manovra molto è stato tolto».

L'acquisto del Toniolo

«Abbiamo deciso di acquistare dalla società Ive il teatro Toniolo di Mestre perché paghiamo dei canoni, e in controtendenza a quanti dicono che si svende il patrimonio immobiliare del Comune di Venezia, noi, dopo aver acquistato il palazzo dell'ex Casinò del Lido, compriamo anche il Toniolo, oltre ad aver opzionato (aver posto un diritto di prelazione) anche il Candiani. Il polo culturale viene fortificato, sarà un importo di 6 milioni di euro, ma sarà sicuramente meno quel che paghiamo noi con un mutuo rispetto agli attuali canoni di locazione nei confronti di Ive. Questa operazione porta nel patrimonio immobiliare del Comune anche il teatro», spiega l'assessore al Bilancio. Brugnaro aspetta di capire come si muoverà il nuovo presidente della Fondazione di Venezia, ex rettore dell'Università di Ca' Foscari, Michele Bugliesi, anche in merito alla riorganizzazione dell'M9. «Sulla nascita di un polo culturale a Mestre spero di poter incontrare il sindaco già nelle prossime settimane, e questo non potrà che essere uno dei temi in agenda», commenta il neo presidente.

Trasporto pubblico

Sul trasporto pubblico locale, di 80 milioni mancanti «ne sono arrivati 16 dal governo, che ha scaricato sui sindaci il peso della gestione della vita quotidiana dei Comuni - dice Brugnaro - Abbiamo chiesto alle persone di tenere duro. I cittadini lo hanno capito. Solo qualche tardone ha continuato a chiedere di mettere in acqua tutti i mezzi, così avremmo distrutto la società e portato i libri in tribunale. Il boicotaggio - dice - è stato continuo -. Siamo arrivati a 39 milioni di mancati incassi che prevediamo a fine anno, salvando tutti i posti di lavoro Avm, Actv e Vela», continua il sindaco. «Non un euro è stato tolto ai dipendenti del Comune, premiando il merito, e a parte le difficoltà facciamo una manovra in controtendenza e aiutiamo le associazioni sportive che hanno presidiato i parchi, e a loro volta ci hanno sostenuto. Cerchiamo di dar loro tranquillità. Lo stesso per le materne paritarie, le remiere, le piscine e le associazioni culturali. Abbiamo messo 400 mila euro per i privati in crisi: potremmo avere difficoltà a settembre, ottobre».

Il Salone

Nel bilancio c'era il Salone nautico, già finanziato, ricorda il sindaco, «con una divisione specifica sui motori marini elettrici che per Venezia è importante per i privati e le attività: cose concrete per pensare all'ecologia - dice - Noi siamo quelli delle navi a Marghera, degli scavi, del protocollo fanghi e combatteremo fino alla fine per questo. E sulle case popolari - conclude - Siamo partiti che erano topaie quegli alloggi, abbiamo investito tutti i soldi possibili, le stiamo ristrutturando, cambiando e riaffidando. I fatti sono più forti delle parole, saranno i cittadini a decidere».

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