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Bortolussi lancia l'allarme: "Con il fisco siamo al punto di non ritorno"

Il leader della Cgia di Mestre intervistato da CorrierEconomia: "Il ceto medio ormai lavora per le casse dello Stato e degli enti locali fino a oltre il 30 gennaio"

La redazione 9 gennaio 2012

"Inutile nascondercelo, siamo al punto di non ritorno. Il ceto medio produttivo, quello che manda avanti l'azienda Italia, e guadagna dai 70 agli 80mila euro in su, ormai lavora più per lo Stato e gli enti locali che per sé. La liberazione fiscale arriva dopo il 30 giugno. La pressione tributaria sui cittadini onesti è intorno al 53/54 per cento, livelli che non vengono toccati nemmeno nei Paesi del Nord Europa, in genere quelli dove la tassazione è più elevata". Così Giuseppe Bortolussi, leader degli artigiani di Mestre, intervistato da CorrierEconomia.

"Sarebbe corretto che gli incrementi di gettito venissero utilizzati per ridurre le tasse sui contribuenti onesti - continua Bortolussi - Ma di questa indicazione non c'è traccia nella manovra. Anzi una parte dell'extra gettito andrà ai comuni, non ai contribuenti. Ora l'amministrazione finanziaria deve dimostrare le sue capacità. Non ha più alibi. E' stato abolito il segreto bancario, è stato rinnovato il redditometro, è stato introdotto lo spesometro, è nato il super cervellone chiamato Persico. Gli evasori vanno scoperti senza indugi. Più poteri di così..."

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Giuseppe Bortolussi
Bortolussi
Cgia Mestre

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