Il successo dei calzaturifici della Riviera: 2,1 miliardi di fatturato e 20 milioni di paia di scarpe prodotte

All’Assemblea ACRiB 2019 a Padova sono stati presentati i dati del settore: con 553 aziende e 10.558 addetti, si conferma trainante per il Veneto e per tutto il Paese

Il museo della calzatura di Villa Foscarini Rossi (larivieradelbrenta.it)

Il fatturato del distretto calzaturiero della Riviera del Brenta nel 2018 ha sfiorato i 2,1 miliardi di euro (2.086,57 milioni di euro), contribuendo complessivamente al 62,1% del fatturato del settore in Veneto e al 20,7% di quello nazionale. È quanto emerso ieri all’assemblea 2019 di ACRiB-Sezione calzature di Confindustria Venezia Rovigo, alla quale sono intervenuti il presidente di ACRiB e di Assocalzaturifici Siro Badon, il sociologo presidente di Ermeneia Nadio Delai e il presidente di Confindustria Venezia Vincenzo Marinese. Nel corso dell’evento sono stati presentati i dati del distretto calzaturiero della Riviera del Brenta - riconosciuto a livello mondiale per l’eccellenza nella produzione di calzature di lusso - che confermano una tenuta del settore. Il distretto oggi riunisce una filiera completa che ha raggiunto le 553 imprese. Queste rappresentano il 76,1% rispetto al totale veneto delle aziende del settore, nonché il 12,3% rispetto all’Italia, e danno occupazione a oltre 10mila addetti.

Le imprese calzaturiere della Riviera del Brenta producono il 30,1% delle paia di scarpe realizzate in Veneto e il 10,9% di quelle realizzate in Italia. Nel 2018 la produzione ha superato i 20 milioni di paia (20.088.500). Le calzature, principalmente da donna, sono esportate per il 92% in tutto il mondo.
Nel corso dell’assemblea sono stati premiati – per meriti imprenditoriali – Francesco Ballin e Luciano Mescalchin, legali rappresentanti rispettivamente dei calzaturifici Dyva Srl e Maretto Srl. Durante l’evento Siro Badon, eletto il 26 giugno scorso presidente di Assocalzaturifici, ha inoltre annunciato l’imminente passaggio di testimone alla guida di ACRiB.

«I numeri che abbiamo presentato oggi confermano il grande valore delle nostre calzature - ha dichiarato Badon -. Dobbiamo avere la consapevolezza, tuttavia, di essere giunti ad un punto di svolta. Abbiamo il coraggio di cambiare? Bisogna affrontare questa sfida decisiva, ricordando che l’immobilismo è il peggior danno per un industriale. In questo contesto, il rapporto con i sindacati è importante: c'è la necessità di modernizzare le relazioni sindacali e di riscrivere i nostri accordi. Anche sulle risorse umane dobbiamo puntare, per garantire il ricambio delle maestranze. Nel contempo, occorre investire maggiormente in nuove tecnologie. Non da ultimo, è fondamentale che gli stakeholder dell’intera regione facciano squadra per lo sviluppo e la crescita dell’industria calzaturiera della Riviera del Brenta».

Marinese ha dichiarato: «Il distretto calzaturiero della Riviera del Brenta è un’eccellenza, come dimostrano i numeri. Un tessuto di piccole e medie imprese che ha avuto la capacità di promuovere i propri prodotti e di investire nella formazione, grazie al Politecnico Calzaturiero. È, tuttavia, fondamentale saper cambiare prospettiva, punti di vista e, talvolta, saper fare autocritica. In questo contesto, fra le diverse azioni da svolgere, è fondamentale avviare un nuovo dialogo con gli istituti di credito per favorire la patrimonializzazione delle aziende, incentivare le aggregazioni di imprese e affrontare il mercato sapendone cogliere ed anticipare le tendenze».

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