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Il turismo italiano crolla e mette in crisi il settore: stranieri non abbastanza

Federalberghi traccia un panorama fosco per gli operatori del settore. A giugno, a fronte di un calo dell'8,5% del mercato interno, i visitatori esteri sono cresciuti del 5,5%. Meglio le città d'arte

"Quella che la prima regione turistica d'Italia sta vivendo è una stagione stretta fra crisi e nuove imposte. Ci si è messo anche il terremoto che, pur avendo provocato meno disdette del previsto, ha costretto gli operatori a un tour de force telefonico e online per rispondere ai turisti stranieri preoccupati, tranquillizzandoli sulla sicurezza delle località turistiche in Veneto."

 

A tastare il polso della situazione turistica della regione è Federalberghi. Le percentuali, sia sul piano nazionale che su quello regionale del Veneto, parlano di un irrigidimento del mercato interno, ovvero di una diminuzione di presenze di turisti italiani.

 

Queste le percentuali di aprile-maggio: aprile -3,5% di presenze; -3,6% italiani e -3,5% stranieri. Maggio -0,1% di presenze; -8,5% italiani e +5,5% stranieri. Nel mese di giugno, la percentuale degli italiani in vacanza è ulteriormente diminuita, a fronte di una crescita di turisti stranieri non tale, però, da compensare le perdite del mercato interno (fatta eccezione per le città d'arte). "Tutto purtroppo ampiamente previsto e preannunciato - commenta il presidente di Federalberghi Veneto Marco Michielli - D'altronde, in costanza di un periodo di recessione così prolungato non si poteva pensare che il nostro settore passasse indenne". (Ansa)

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Commenti (1)

  • Ecco quello che potrebbe accadere quando la stupidità della classe dirigente politica progetta una Venezia puntando alla sola economia del turismo di massa. Non solo, ancor più grave è l'annientamento della "Civiltà Anfibia" e la trasformazione della Città in parco giochi per adulti robot.

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