I saldi partono già col freno a mano: "In Veneto previsto un calo dell'8%"

Il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon: "Le imprese costrette a cambiare strategia". La presidente regionale della Federazione Moda Tabacchi Basevi: "La crisi morde"

Graziella Tabacchi Basevi, presidente veneta Federazione Moda Italia

Il 5 gennaio iniziano anche in Veneto i saldi invernali. Ma le previsioni per i negozianti non sono rosee, anzi. L'anno di crisi ha colpito soprattutto il settore dell'abbigliamento, con una previsione di calo intorno all’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Secondo le stime dell'ufficio studi di Confcommercio ogni famiglia veneta spenderà 359 euro per l'acquisto di capi d'abbigliamento e accessori.

Previsioni al ribasso confermate dalla presidente regionale della Federazione Moda Italia Graziella Tabacchi Basevi. “La crisi morde – dichiara – E il consumatore si è fatto più attento alle spese. Soprattutto in questo periodo, le sue scelte si orienteranno verso quei capi che hanno nel dna l’intramontabilità, la durata nel tempo, come i capi-spalla più classici o la borsa di qualità piuttosto che quella ‘sfiziosa’. Per quanto riguarda le regole, il voler mantenere alcuni paletti a qualcuno può sembrare una battaglia da retroguardia ma, a ben guardare, è un modo per poter vedere oltre. Per distinguere il mondo della grande distribuzione, degli outlet, degli spacci, dell’e-commerce - che fanno della politica del “prezzo visibilmente scontato”, lo strumento principale per attrarre i consumi - dalla distribuzione tradizionale che vede nell’applicazione del giusto prezzo lo specchio di una gestione attenta alla vocazione degli imprenditori del commercio e alla ricerca della qualità e del servizio da parte del consumatore”.

“Negli ultimi tre anni – aggiunge il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanonle nostre imprese sono state spinte a diversificare le strategie di marketing, e questo porta a pensare che vadano ricalibrate le svendite di fine stagione. Su questo stiamo riflettendo per avvicinarci sempre più alle esigenze di consumatori, ben consapevoli che comunque una perenne lotta al ribasso dequalifica il prodotto e l’attività. Per quanto riguarda l’andamento, staremo a vedere. Certo è fin troppo facile prevedere un calo consistente persino rispetto allo stesso periodo del 2012. Mentre le città d’arte più frequentate, come Venezia, possono almeno contare sulla corsa all’affare da parte dei turisti, le altre possono solo sperare sull’eventuale rinvio degli acquisti di novembre-dicembre da parte dei consumatori, in vista dei saldi”.

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