Stipendi a rischio per i detenuti della cooperativa Il Cerchio

Il patto di stabilità blocca i pagamenti da parte degli enti pubblici e gli impiegati dell'associazione potrebbero non ricevere il compenso di maggio

Il carcere femminile della Giudecca

Il patto di stabilità continua a tenere bloccate le casse degli enti locali e, a farne le spese, ora sono le cooperative. Stando a quanto scrive la Nuova Venezia, infatti, l'impedimento a pagare i fornitori di servizi per non sforare sulle spese sta lasciando “a secco” il gruppo Il Cerchio, cooperativa che si occupa di impiegare detenuti con permesso di lavoro e persone disagiate o con differenti problemi, che a maggio potrebbero non ricevere un regolare stipendio.

CIFRE IMPIETOSE – Gli impiegati de Il Cerchio lavorano per aziende pubbliche come Actv e Veritas, puliscono spiagge e approdi, tengono i servizi di lavanderia di diversi alberghi e producono attraverso la sartoria, ma, come riporta il quotidiano locale, anche se il lavoro non manca a scarseggiare adesso sono i soldi ​per i pagamenti. Gianni Trevisan, presidente della cooperativa, spiega al giornale veneziano che i 150 dipendenti questo mese potrebbero restare senza stipendio. Il Cerchio avanza ben 900mila euro tra clienti pubblici e privati, ma i primi sono vincolati dal patto di stabilità e i secondi sono sempre più in crisi. Inutile sottolineare come per i 150 dipendenti della cooperativa i 900 o 1000 euro dello stipendio siano fondamentali nell'economia famigliare, delle 150 persone che lavorano in queste settimane per Il Cerchio 60 sono ristretti con autorizzazioni al lavoro, 30 ex detenuti, gli altri persone con disagi di varia natura. La cooperativa ha quindi un fabbisogno di 200-250 mila euro al mese tra stipendi (150 mila), contributi (60 mila) e fornitori (30-40 mila euro).

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LE SOLUZIONI – Se una buona notizia arriva dal ministro Severino, che ha stanziato 16 milioni di euro per finanziare la legge Smuraglia per il lavoro dei detenuti, è vero che solo la sartoria al carcere femminile della Giudecca funziona in positivo. Così, per autofinanziarsi e cercare di uscire da questo pericoloso impasse, si è aperta una raccolta fondi che, precisa Trevisan, non servirà per pagare gli stipendi ma per acquistare generi di prima necessità destinati ai detenuti. Mercoledì sera al centro Candiani è andato in scena lo spettacolo teatrale “Kociss” per la regia di Gianni de Luigi, con canzoni di Gianni Dell’Olivo. E il 18 maggio, alle 20, al teatro Goldoni, concerto gospel di “The big vocal orchestra”, 14 euro di biglietto. I ricavati, sia degli spettacoli che del libro con cd “Kociss, passione e morte dell’ultimo bandito veneziano”, di Roberto Bianchin e Giovanni Dell’Olivo, andranno per metà destinati a coprire le spese e per l'altra metà serviranno proprio a finanziare l'operato della cooperativa.

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