Crisi Kelemata, sindacati: «L'azienda ha le carte in regola per risollevarsi»

Marchio storico nella produzione di cosmetici, a Martellago «continua a perdere dipendenti, produzione e servizi. Così non si aggrediscono le difficoltà economiche. Serve un piano lungimirante»

Foto: stabilimento Kelemata a Martellago, immagine da web

Non accennano a diminuire le difficoltà per lo stabilimento Kelemata di Martellago, storico marchio di produzione di cosmetici e detergenti diffuso in tutto il Paese. Sindacati e dipendenti rimasti non si danno pace. «Da anni assistiamo a una riduzione di forza lavoro, a una perdita di fasi della produzione che vengono trasferite altrove, e di servizi. Non è così che si risolve la crisi. Serve un piano industriale lungimirante che punti sull'innovazione dei prodotti, capace di invertire le sorti dell'impianto del Veneziano».

Piano industriale

«Troppi sono gli esempi di aziende che chiudono perché tentano di competere con gare al ribasso sul prezzo - scrivono Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil -, e troppe sono le aziende che questa partita la perdono. Riteniamo che il rilancio di una società debba passare per un piano industriale che da anni chiediamo e che puntualmente non ci viene presentato. A nostro avviso vanno ricercate produzioni innovative, che coprano altre quote di mercato, magari con prodotti più ricercati, grazie anche a un marketing nuovo, utilizzando sistemi di pubblicità diverse e moderne, guadagnando spazi sui mezzi di comunicazione e rafforzando la ricerca in una forte sinergia tra l'apparato commerciale e i laboratori».

Il lavoro

Pensiamo che non si possano chiedere altri sacrifici ai lavoratori i quali, da più di 4 anni, vivono una situazione di incertezza lavorativa, famigliare ed economica, senza una vera svolta legata a un progetto industriale - continuano le sigle -. Abbiamo tentato di tutto, sono stati usati 4 anni di ammortizzatori sociali tra cassa integrazione e contratti di solidarietà. Gli organici sono stati ridotti all’osso, gli operatori sono contati e non riescono a fare la manutenzione richiesta, gli operatori delle linee di produzione devono saltare da una linea a un’altra e spesso senza la dovuta preparazione.
In laboratorio, che è il fulcro di un’azienda come Kelemata, non è stato fatto un vero investimento di ricerca e sono state sospese delle attività perché si doveva lavorare 3 giorni alla settimana per recuperare i costi invece di ampliare la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti. Serve un vero cambio di strategia. Chiediamo un impegno affinché si recuperino queste attività date ad aziende terze, partendo dalla produzione e dalle manutenzioni. Chiediamo si riprendano le attività di magazzino perché, anche a detta dell'azienda, cedendo a terzi si ha un aumento dei costi. Non siamo mai riusciti fare una discussione con la proprietà e non possiamo attendere ancora. Il tempo della gestione è  finito, serve mettere in campo tutte le soluzioni per riprendere in mano una società storica e importante come Kelemata che ha le capacità e la possibilità di risollevarsi».
 

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