E-commerce di vicinato: la spesa in videoconferenza. Per Confcommercio si può

Lo strumento per affrontare l'era post-covid. Intanto moda e servizi alla persona esultano: ci sono 2 date possibili di riapertura dei negozi, l'11 e il 18 maggio. Ma la prima è stata respinta

Videoconferenza, foto web

Rapporti umani e acquisti online possono andare a braccetto. Parola di Confcommercio, che ha trovato il modo di tenere assieme il meglio di entrambi, attraverso la videoconferenza. Tagliare i tempi dedicati agli acquisti, quando con le riaperture le attese per accedere ai negozi potrebbero essere molto dilatate. Senza rinunciare al valore del rapporto sociale e del contatto umano. Basta immaginare di avviare una videoconferenza con il proprio negoziante di fiducia, il fruttivendolo ad esempio, e che ci mostri come sono le fragole che ci vuole proporre. A parlare del dispositivo studiato dalla categoria, che ha approfittato dell'esperienza che ciascuno ha dovuto fare nei periodi della quarantena con l'e-commerce, è David Borrelli, dell’area sviluppo nuove tecnologie e finanziamenti europei di Confcommercio Unione Metropolitana di Venezia, oggi, giovedì 7 maggio, in videoconferenza.

Un'opportunità

«Grazie al virus, queste tecnologie sono state sdoganate e sono diventate strumenti di uso quotidiano. Una parte della clientela continuerà a usarle, specie se permettono di superare la paura. Ma l'e-commerce non è senza rischi e senza costi: significa gestire supporti e giacenze e un negozio di piccole dimensioni fa fatica a renderlo funzionale e ripagarsi i costi. Abbiamo lavorato nel tentativo di trasformare la vendita che passa attraverso il rapporto umano con uno strumento che ne riporta le positività online - dice Borrelli -. Attraverso la videoconferenza, digitando un indirizzo internet, arrivo su una pagina, e a colpo d'occhio posso già vedere i servizi che l'attvità mi offre, come la consegna a domicilio o l'asporto e le modalità di pagamento. Seleziono ciò che mi interessa e clicco su un pulsante che mi porta a una videoconferenza. Mi trovo davanti il commesso e posso dirgli a voce ciò che voglio». Un supporto che si sposa perfettamente anche con il turismo: immaginiamo di vedere la camera di un hotel e la vista dal balcone. E di sicuro funziona come modalità di fidelizzazione del cliente, perché si può continuare a "coccolarlo" a distanza. Un'opportunità.

Date di riapertura

I settori moda e arredo guardavano all'11 maggio per la  riapertura, la prossima settimana, ma la data è stata respinta. «Finalmente una presa di posizione chiara e forte - dice Giannino Gabriel, presidente di federazione Moda Italia Confcommercio del Veneto e della provincia di Venezia - tornando al documento adottato all’unanimità dalle Regioni, giovedì 7 maggio, con il quale si chiede di riaprire prima il commercio al dettaglio e che dal 17 maggio, quando scadrà il dpcm firmato il 26 aprile scorso, venga definitivamente attribuita alle Regioni la responsabilità di elaborare un calendario completo di riaperture da lunedì 18 maggio. 

I miliardi persi

«I negozi di abbigliamento, calzature, accessori per adulti possono aprire anche oggi - dice Gabriel seguendo il governatore del Veneto Luca Zaia - Del resto che differenza c’è con quanto accade già da settimane per i negozi specializzati per i soli capi per bambini?». «Fermi e chiusi siamo morti - dice Massimo Zanon, presidente di Confcommercio Metropolitana di Venezia - Una parte di riapertura il 18: per noi sarebbe già il meno peggio. Ci vuole un po' di coraggio. È vero che dobbiamo condividere con il virus e serve cautela, ma guardando al Veneto si possono valutare le condizioni per riaprire». Il Covid-19 si è portato via, nel solo settore moda e nel pieno del passaggio stagionale, oltre 15 miliardi di euro di consumi, spiega Gabriel citando i dati nazionali.

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Il governo

«Governo e Regioni devono lavorare insieme con l'obiettivo comune di aprire tutto quello che si può ma con ragionevole sicurezza», dice il sottosegretario al ministero dell'Interno, Achille Variati in conferenza streaming. Dobbiamo fare in fretta ma senza rischiare che le attività che hanno riaperto o riapriranno debbano poi richiudere. Servono meccanismi di verifica. Se ci saranno le condizioni dalla prossima settimana potrebbero esserci aperture delle attività prima delle date nazionali che erano state dichiarate». Confermato il 13 maggio il via definitivo alle linee guida per la sanificazione dei negozi di parrucchieri, di estetica e tutte attività che svolgono servizi alla persona. 

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