Ospedale al mare, il Comitato: «Monoblocco ridotto di 1800 metri quadrati»

Lo studio del progetto Cassa Depositi e Prestiti dei resort al Lido. Lihard del gruppo "Difesa della sanità pubblica": «Si capisce dalle piscine scoperte che parte della riabilitazione sarà a pagamento»

Ex spedale al Mare del Lido

Ritorno all'ex ospedale al Mare del Lido sabato mattina con il Comitato Ambientalista Altro Lido (Caal) e il portavoce del Comitato per la difesa della sanità pubblica veneziana, Salvatore Lihard. «Abbiamo potuto studiare meglio la mappa dell'allegato al progetto di recupero dell’area», dice Lihard, che comprende la parte di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), il monoblocco di proprietà demaniale e la zona di proprietà Ulss 3 tra via Marco Polo e via dell’Ospizio Marino. Il piano è stato approvato da Regione, Comune di Venezia e Cdp con delibera degli enti dell’11 giugno 2019 e del 15 luglio 2019. «La cosa era nota - afferma il portavoce del Comitato - ma non si riusciva a vedere bene il file di Cdp, che noi abbiamo reso leggibile. Ora è chiaro che la superficie del monoblocco (padiglione Rossi) dell'ospedale da 6400 metri quadrati sarà ridotta a circa 4400 dopo l'abbattimento e il trasferimento in via dell'Ospizio Marino. Alcuni servizi di riabilitazione diventeranno privati perché - dice Lihard - se due piscine saranno allo scoperto, non potranno più essere utilizzate a scopo sanitario». 

La scorsa settimana la quinta Commissione consiliare è tornata a trattare la delibera approvata in giunta: provvedimenti per la riqualificazione e il rilancio dell’isola del Lido. È la variante 53 al Piano degli interventi per le aree dell'ex ospedale al Mare, della Favorita, delle zone cimiteriali, delle spiagge e del monoblocco. «La delusione è che l'Ulss 3 e l'assessore alla Sociale Simone Venturini mi avevano spedito una lettera in cui dicevano che sarebbe stato rispettato il protocollo d'intesa per il mantenimento e il potenziamento dei servizi. Invece lo spazio si è ridotto con il piano del trasferimento di tutti gli ambulatori, a vederlo chiaramente sulla planimetria. Spariscono le 4 piscine, fondamentali per la cura e la prevenzione. Questo non va bene», dice Lihard.

Il portavoce si chiede come possa l'azienda sanitaria «rinunciare al monoblocco (da essa realizzato in area demaniale) adeguandosi a posizionarsi altrove, su una zona altrui, per un periodo garantito di soli anni 30. Nella concessione sono state valutate le conseguenze della attuale pandemia?». L’area ex Ginecologia, rimasta in proprietà all’Ulss, «è finalizzata a parcheggio - spiega Lihard - il padiglione Rossi destinato all'abbattimento». «Serve un recupero dell’edificio sia in termini funzionali che architettonici. Il potenziamento dei servizi sociosanitari richiede che l’Ulss elabori un piano per il riassetto dei servizi», per il Comitato Ambientalista Altro Lido (Caal).

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«Quello che viene proposto - concludono i Comitati - con la riduzione dell'area dedicata alla fisiochinesiterapia, alle piscine, alle palestre e agli ambulatori, con lo spostamento in via dell'Ospizio Marino non è funzionale né al mantenimento, né al rafforzamento garantito del comparto socio-sanitario dell'isola - Comitato critico anche sul progetto della scuola di specialità, per cui c'è l'intesa nell'ambito del progetto dei resort all'ex ospedale. È stata raggiunta da poco l'intesa fra Ca' Foscari, Cassa depositi e prestiti, Th Resorts e Club Med. Sarà l'Ateneo a occuparsi del progetto formativo e diventerà un corso universitario di formazione specializzata nel settore del turismo nell'anno accademico 2021-2022 - Era già stata bocciato dagli Atenei di Verona e Padova - dice Lihard - al Senato accademico veneziano non è filato tutto liscio. Rimangono grosse perplessità su questo tipo di ipotesi, non si sa quando iniziano i lavori. E dopo l'emergenza Covid i grandi alberghi stanno svendendo».

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