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Il Mose vittima della crisi: la sua inaugurazione slitta fino al 2016?

La mancanza di liquidità e i finanziamenti con il contagocce con ogni probabilità porteranno a uno stop dei lavori e a un posticipo del varo. All'appello mancano un miliardo e 200 milioni

Anche il Mose rimane vittima dei tagli. I finanziamenti a singhiozzo, infatti, con ogni probabilità non permetteranno di inugurare l'opera nel 2014, come previsto, ma due anni più tardi. Ciò anche perché i prestiti "ponte" che il Consorzio Venezia Nuova, titolare della realizzazione delle dighe mobili, aveva ottenuto dalle banche sembrano non essere sufficienti. La crisi di liquidità colpisce quindi anche quella che diventerà un'opera "simbolo" del made in Italy nel mondo.

Ora, però, vista la difficoltà di ottenere finanziamenti, i lavori potrebbero subire uno stop e un conseguente rallentamento nelle tappe di realizzazione. D'altronde era stato Alessandro Mazzi, presidente di Grandi Lavori Fincosit e vicepresidente del Consorzio Venezia Nuova, a dichiarare che "la data di completamento del sistema è in funzione delle disponibilità dei flussi finanziari, sui quali spesso si sono registrati ritardi".

 

Il 5 luglio l'ingegnere era comunque fiducioso: "Grazie alla disponibilità del Cipe le imprese hanno ottenuto prestiti ponte, che hanno permesso di non interrompere mai i lavori - aveva spiegato - All'appello manca ancora un miliardo e duecento milioni di euro, ma, essendo arrivati al 75% dell'opera, il più è fatto e siamo fiduciosi che le lavorazioni non si fermeranno". Evidentemente di questi soldi, però, non se ne sono ancora visti molti.

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Commenti (1)

  • Slita , inaugurazione..... poi Slitterà di nuovo, e poi , di nuovo e via dicendo la PORCATA del 3° MILLENNIO !!!!! Povera Italia , quando finirà questo Sperpero di DENARO ,SUDATO con la PELLE dei CITTADINI !!!!!

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