Ilva e la crisi industriale ArcelorMittal, sciopero a Marghera

A partire da venerdì alle 7 con presidio davanti alla sede veneziana

Foto archivio manifestazione Ilva del 31 ottobre 2017

Ventiquattro ore di sciopero è quanto annunciano i sindacati Fim, Fiom e Uilm, per l’intero gruppo ArcelorMittal, ex Ilva, anche per Marghera, come a Taranto, a partire dalle 7 di venerdì 8 novembre. Cinquemila gli esuberi italiani annunciati dal colosso industriale. Poi il vertice straordinario ieri, mercoledì 6, tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i vertici di ArcelorMittal, per il ritiro della procedura di disimpegno dagli stabilimenti. 

Tutto daccapo

«La multinazionale ha posto delle condizioni provocatorie e inaccettabili e le più gravi riguardano la modifica del piano ambientale, il ridimensionamento produttivo a quattro milioni di tonnellate e i licenziamenti»: 5 mila lavoratori, oltre al non rientro dei 2 mila attualmente in amministrazione straordinaria. Fim Fiom e Uilm considerano le prossime ore decisive. Ma intanto è sciopero per l’intero gruppo. Per Marghera le segreterie territoriali definiranno le modalità di mobilitazione. Fim Fiom e Uilm chiedono il ripristino di tutte le condizioni dell’accordo del 6 settembre scorso, che garantisce la possibilità di portare a termine il piano ambientale e il rilancio dell’intero gruppo ex Ilva. «Non è possibile, a un anno dalla firma, ritornare a discutere di quanto già affrontato negli ultimi 7 anni». 

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