Filcams: «Stagionali "stagionati", collasso per 20 mila del turismo senza riaperture»

Zambon, Cgil: «Professionisti da anni impiegati nel settore: Naspi terminata e anche il fondo di integrazione salariale. Serve riavviare tutto e calmierare gli affitti dei locali»

Venezia, Riva degli Schiavoni, archivio

Futuro incerto, zero aspettative e nessuna alternativa. Per 20 mila lavoratori del turismo e dell'indotto veneziano, centro storico e litorali, questa stagione si avvia ad essere una delle più drammatiche. Non ha dubbi quando lo afferma Monica Zambon, sindacalista della Filcams Cgil Venezia, che riceve, racconta, decine di telefonate al giorno di «stagionali, stagionati».

Alberghi

Li chiama così perchè la loro professionalità è il risultato di anni di esperienza maturata sistematicamente sul campo, ogni anno, nei periodi della stagione, sempre al loro posto. Questo ha aggiunto valore al loro saper fare. E in un contesto di «monocultura turistica» è garanzia di mantenimento del posto. Il Covid ha completamente rimescolato le carte. Quando la solita Naspi (ammortizzatore sociale che funziona nei mesi di inattività) finisce, e terminano anche i 3 mesi di Fis (fondo di integrazione salariale per questo settore), «l'alternativa è tornare al lavoro», afferma Zambon. «Riaprire le attività nelle arterie del centro storico è un dovere sociale. Abbiamo famiglie di stagionali tutti in cig (cassa integrazione) che non sanno dove sbattere la testa. Alberghi di lusso come il Gritti e il Danieli hanno riaperto. Il JW Marriott dell'Isola delle Rose, stessa catena, no. Almeno finora. In estate lì ci lavorano 300 persone. E poi altre attività pensano arrivare a fine 2020 a saracinesche abbassate. Così si rischia il tracollo», dice Zambon.

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Canoni

La sindacalista va all'attacco sul rifinanziamento del Fis, «unica speranza, il governo deve garantire», ma non risparmia le politiche degli affitti. «In un momento come questo bisogna pensare a una leva come fu l'equo canone per tenere lontane le tensioni sociali. Non si può pensare di pretendere canoni di affitto dei locali da 15 mila euro al mese. Bisogna intervenire per non far morire imprese e lavoro». In questi mesi, conclude la segretaria Filcams, «ci giochiamo la stagione. Le condizioni un cui aziende e lavoro si troveranno a ottobre dipendono da quello che si fa ora. Occorre stringere, altrimenti alla fine dell'anno qualcuno non ci arriva. Il Comune sia protagonista della rinascita».

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