Grandi Navi a Porto Marghera, Marchi di traverso: "Temo sia una grande speculazione"

Il presidente di Save critico sul terminal turistico nel canale industriale Nord: "Chi pagherà? E' economicamente insostenibile. La soluzione è la Marittima, Comitatone una farsa"

"Il timore che ho è che la soluzione Porto Marghera sia una grande speculazione per alcuni privati e non un modo per risolvere il problema delle navi da crociera. A un certo punto uno sente il dovere morale di dire certe cose". Non usa giri di parole il presidente di Save, Enrico Marchi, a margine della conferenza stampa con cui sono stati sintetizzati i risultati (positivi) conseguiti dall'aeroporto Marco Polo nel 2017: "Le grandi navi sono un tema delicato - ha sottolineato - Non vorrei sembrare irrispettoso, ma l'ultimo comitatone mi è sembrato essere una rappresentazione di fine legislatura. Ci sono state delle mezze decisioni".

"Terminal economicamente non sostenibile"

Secondo il leader di Save, dunque, tutto sarebbe ancora aleatorio: "Non c'è stato il precomitatone e sul canale Vittorio Emanuele bisogna ancora fare approfondimenti - ha spiegato - Di recente ho chiesto al presidente dell'Autorità portuale, Pino Musolino, 'avete deciso chi pagherà per il terminal a Porto Marghera e chi lo farà'? La risposta è stata 'no, adesso lo vedremo'". Marchi punta il dito sull'aspetto economico dell'operazione: "Il terminal crocieristico costerà 132 milioni di euro - ha dichiarato il numero uno di Save - ma non sarà economicamente sostenibile. Ma già un anno fa avevo fatto presente al ministro e al presidente del Porto il mio timore che si andasse in quella direzione, non pensavo lo si facesse in maniera così veloce. Ma scusate - ha continuato - secondo voi quei terreni su cui dovrebbe sorgere il porto turistico varranno di più o di meno ora? Si sta mettendo il carro davanti ai buoi, senza aver deciso nulla".

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"Ci sono aree migliori di proprietà del Porto"

Save nella partita grandi navi c'entra eccome: in primis perché il turismo crocieristico interessa allo scalo aeroportuale, in secondo luogo perché la società che gestisce il Marco Polo ha una presenza di minoranza in Vtp, che ha sempre indicato la necessità di preservare la Marittima: "Se mi chiedete cosa penso, credo che di sicuro il canale Vittorio Emanuele sarebbe economicamente sostenibile e consentirebbe di riprendere il mercato crocieristico all'interno di Vtp - ha continuato Marchi - Anche noi abbiamo redatto uno studio comparativo e alcune aree a Porto Marghera sono risultate più efficienti e meno costose, perché sarebbero di proprietà del Porto. In più finché la soluzione non sarà operativa, bisogna assicurarsi che la mole di passeggeri non cali ancora. Erano 3 milioni ora sono 1,5".

"Temo speculazioni a Porto Marghera e alla Marittima"

Timori di speculazione non solo su Porto Marghera, ma anche sul possibile ridimensionamento della Marittima: "Ci sono i proprietari delle aree dove dovrà sorgere il terminal - ha concluso Marchi - e chi alla Marittima ci vorrebbe fare delle villette. Quest'estate sul Vittorio Emanuele sono stati fatti degli studi approfonditi con dei simulatori, però pare che non gliene freghi niente a nessuno". 

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