Piano della Fondazione Musei civici per la ripartenza, sindacati: «Del tutto inadeguato»

Filcams, Fisascat e Uiltrasporti: «Una operatività scarsa, che non aumenta la fruibilità dei poli museali veneziani. Servono risorse uguali a quelle statali»

Musei Civici, archivio


L'offerta culturale, artistica, storica e monumentale di una città come Venezia, considerato tutto quello cha da novembre scorso la città lagunare ha passato, prima con l'alluvione e poi con il Covid, non può che essere pensata ora come il motore della sua stessa ripresa. Patrimonio da valorizzare, bene su cui investire per progettare il rilancio della città. Un'aria nuova che al tavolo con la Fondazione Musei Civici Veneziani e le cooperative che gestiscono queste risorse strategiche, le sigle sindacali confederali Cgil, Cisl e Uil del comparto, cioè Filcams, Fisascat e Uiltrasporti, dicono di non aver trovato. Nessuna idea ispirata alla centralità della cultura sembra emersa, secondo i loro commenti. «Non un piano volto a superare i problemi dell'epoca pre-coronavirus», principalmente di natura economica, legati alla «mancanza di una seria politica di programmazione e investimento nel settore».

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Il piano

La rottura che si era consumata qualche mese fa, fra le parti al tavolo di oggi, era avvenuta per le gestione dei turni e degli orari del personale di servizio, per le pause e i recuperi, a causa di sopraggiunte difficoltà aziendali. Arduo immaginare condizioni critiche in un comparto che a Venezia dovrebbe essere il settore trainante dell'economia. Il progetto presentato dalla Fondazione e dalle cooperative per il rilancio, secondo i sindacati, non è «all'altezza», è parso «inadeguato alla doverosa centralità della cultura come catalizzatore del rilancio di tutto l'indotto turistico. Una operatività scarsa, che non consente di aumentare la fruibilità dei poli museali - perché - l'impegno dei lavoratori da solo non basta - scrivono le 3 sigle - Bisogna che la Fondazione e i Musei abbiano diritto alle stesse possibilità economiche di cui godono i musei statali», e chiedono l'intervento di Comune e Regione perché «è una cosa scellerata considerare alcuni centri di serie A e altri di serie B. Non destinare risorse ai musei veneziani non è meno grave che non destinare fondi all'indotto industriale».

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