Nel Veneziano i primi segnali di tenuta economica: 355.000 gli occupati e un tasso di disoccupazione del 6,4%

Dati emersi dall’indagine annuale compiuta dall’ufficio studi di Confcommercio-Imprese per l’Italia

Nel Veneziano i primi segnali di tenuta economica: 355.000 gli occupati e un tasso di disoccupazione del 6,4%

Dall'indagine compiuta annualmente dall'Ufficio Studi di Confcommercio-Imprese per l'Italia emergono dati economici positivi per il Veneziano che si dimostra resistente al decennio di sofferenza 2008-18. Si tratta di informazioni provenienti da diverse fonti istituzionali come Istat, MovImprese, Camere di Commercio, Eurostat e confluite nel rapporto sulle economie tradizionali 2019 che fotografa lo stato dell'economia di ogni regione e provincia nell'anno precedente, presentato questa mattina a Roma dal presidente nazionale Carlo Sangalli. 

Primi segnali positivi  

Ci sono timidi segnali positivi per l'anno in corso, la città metropolitana, infatti, è cresciuta nel decennio 2008-18 passando da 836.000 abitanti a 853.000. Nonostante questo, la dinamica occupazionale resta stabile con 355.000 occupati ed un tasso di disoccupazione che è passato dal 3,5%  del 2008 all’attuale 6,4% con una punta del 16,0% per i giovani tra i 15 ed i 24 anni. È il settore dei servizi che mantiene viva l'occupazione nel Veneziano con un 70,6% ma a fare la differenza è il terziario e ancor più la componente del commercio, degli alberhgi e della ristorazione che mobilita oltre il 24,3% degli occupati, una percentuale, che pone Venezia ben oltre il dato nazionale (20, 4%) e regionale (19,9%).

La città metropolitana di Venezia conta su un tessuto di poco meno di 77.500 imprese registrate (2018), delle quali il commercio rappresenta il 23,6% (18.264 unità, delle quali 10.695 di vendita al dettaglio), l’11,1% sono servizi di alloggio e ristorazione (8.581 impese registrate) e ben 16.664 appartengono ai servizi vari, pari al 21,5% del tessuto imprenditoriale: da trasporti e logistica a servizi di informazione e comunicazione, ad attività immobiliari, di intermediazione, alle attività professionali tecniche e scientifiche, noleggio auto, agenzie di viaggi, servizi di supporto alle imprese, formazione, sanità e assistenza, attività culturali, artistiche e di intrattenimento. Il dato più preoccupante rimane la contrazione delle imprese: nel 2018 sono venute meno nel veneziano 551 impese del commercio (-368 per il dettaglio), 254 nel comparto turistico, ricettivo e ristorazione, altre 223 hanno chiuso tra i servizi vari. 

Il commento del presidente Massimo Zanon
 

«Questi dati dimostrano che l’area veneziana è pronta a reagire agli stimoli positivi - dichiara il presidente di confcommercio unione metropolitana di Venezia - ma bisogna eliminare la troppa burocrazia delle scartoffie e realizzare un progetto serio di interventi sulla città metropolitana, attuando il piano strategico, adottato proprio un anno fa, nel quale vi sono indispensabili interventi attesi da Confcommercio per rilanciare le città della comunità metropolitana, consentire una mobilità veloce e sostenibile, attivare nuovi posti di lavoro in quei comparti del terziario di mercato, che è il motore più potente dell’economia veneziana, a cominciare dal turismo, dai servizi e dalla logistica.»


 

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