No Gpl Chioggia, c'è la convocazione al Mise «per l'esame della situazione del deposito»

Il 29 gennaio saranno a Roma il sindaco di Chioggia Alessandro Ferro, la società Costa Bioenergie, il presidente del comitato cittadino No Gpl Roberto Rossi come «parti interessate»

Foto: No Gpl a Roma

No Gpl Chioggia: c'è la convocazione a Roma «per l’esame congiunto con le parti interessate della situazione del deposito». Al ministero dello Sviluppo Economico sono attesi il sindaco di Chioggia Alessandro Ferro, la società Costa Bioenergie, e il presidente del comitato cittadino No Gpl Roberto Rossi. A darne notizia è quest'ultimo.

I cittadini a Montecitorio

La protesta era arrivata a Roma, davanti a Montecitorio, qualche giorno fa, come riferito dal parlamentare veneziano del Partito Democratico, Nicola Pellicani, che ha incontrato i comitati cittadini. Il 24 gennaio scorso si è svolta l'udienza del Consiglio di Stato in merito al ricorso di Comune di Chioggia, della Regione Veneto e del Comitato No Gpl sul progetto di autorizzazione dell’impianto di stoccaggio di gas. I militanti manifestavano per chiedere il blocco dei lavori. «Bisogna assolutamente fare chiarezza sull'iter autorizzativo dell'impianto che prevede lo stoccaggio di 9mila metri cubi di gpl, ed è necessario verificare i pareri della conferenza dei servizi - scrive Nicola Pellicani -. La realizzazione del deposito prefigura infatti gravi violazioni del diritto alla salute e all'ambiente salubre, nonché del diritto alla sicurezza, tenuto conto che si troverebbe a soli 250 metri da due quartieri densamente popolati e aumenterebbe esponenzialmente il traffico pesante della zona». 

Carta di Chioggia

Contro il deposito è nata anche la “Carta di Chioggia” che elenca sei buone ragioni per non autorizzare l'impianto, tra cui il rispetto dei diritti dell'uomo, dei principi di leale cooperazione e della proprietà privata, e chiede che il governo si impegni per l'istituzione della Corte penale europea dell'ambiente, del dipartimento nazionale ed europeo di giustizia ambientale, e della procura nazionale per l'ambiente e la salute.

L’interrogazione della Lega

«Nel Comune di Chioggia, all’interno dell’area portuale in Val del Rio, vi è un sito per il quale la società Costa Bioenergie ha ottenuto nel 2015, dal ministero dello Sviluppo Economico, l’autorizzazione a realizzare un deposito di 10350 metri cubi di carburanti, di cui 9.000 per Gpl - scrive la Lega del territorio che ha presentato un'interrogazione - . A seguito dell’istruttoria della Regione Veneto e della Commissione per la salvaguardia di Venezia si è ritenuto che l’autorizzazione rilasciata dal Mise non potesse essere sostitutiva anche dei provvedimenti edilizi e paesaggistici necessari alla costruzione del manufatto. Pertanto, il dirigente del settore Urbanistica del Comune di Chioggia, ha disposto la demolizione delle opere e il ripristino dei luoghi a carico della Costa Bioenergie per assenza dell’autorizzazione paesaggistica alla realizzazione dell’impianto di stoccaggio di Gpl».

Il Tar

«Contro questa ordinanza la Costa Bioenergie ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto che con sentenza del 5 giugno 2018 ne ha dichiarato l’accoglimento autorizzando la ripresa dei lavori. Subito dopo la giunta del Comune di Chioggia ha deliberato l’impugnazione al Consiglio di Stato della sentenza del Tar e, in occasione della prima udienza, anche la Regione Veneto si è costituita in giudizio presentando una memoria contenente nuovi elementi volti a evidenziare le contraddizioni emerse nel corso dei più recenti accertamenti sull’autorizzazione del 2015, ed il conseguente necessario ritiro della concessione da parte delle autorità competenti. Da ultimo, con una nota congiunta dello scorso 11 gennaio 2018, il ministero dello Sviluppo Economico, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il ministero per i Beni e le Attività Culturali hanno espresso la loro contrarietà alla realizzazione del deposito costiero di prodotti Gpl nel Comune di Chioggia». La Lega ha pertanto chiesto «se e quali iniziative di propria competenza intenda adottare il ministero, inclusa l’eventuale possibilità di supportare, anche in sede giudiziaria, la posizione recentemente espressa di contrarietà alla realizzazione l’impianto Gpl a Chioggia, in assenza della richiesta autorizzazione paesaggistica».

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