Porti: senza scavi, lavoro e merci in calo. I dati

Musolino: «In crescita i contenitori pieni, segno che le aziende del nordest hanno la necessità di disporre di un porto efficiente da cui imbarcare i propri prodotti e approvvigionarsi»

Porto di Venezia, archivio

«I porti lagunari hanno perso circa 800 mila tonnellate nel 2019». Un quadro difficile, quello tracciato a suon di cifre, per Venezia e Chioggia, dal presidente dell’Autorità di sistema portuale, Pino Musolino. Uno scenario di «incertezza internazionale alimentato dalla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina che si ripercuote sulla filiera manifatturiera europea». A livello locale, dice il presidente, pesa il mancato scavo dei canali. «L'assenza di adeguati pescaggi ha fatto perdere la porta contenitori da 8500 teu, a ottobre scorso, che avrebbe dovuto toccare a Venezia. Invece, «la risposta dei mercati rispetto ai nostri servizi è buona: lo dice il risultato in crescita dei contenitori pieni. Le aziende del nordest hanno la necessità di un porto efficiente per le merci». L'impasse burocratica sta frenando la potenzialità.

Container

Meno 3,97% di traffico merci, da gennaio a settembre 2019 19.631.603 tonnellate stimate) rispetto allo stesso periodo del 2018. Il dato rappresenta una media tra il risultato negativo del porto di Venezia (-5,3%) e quello positivo del porto di Chioggia (+34,8%). La flessione, dice il Porto, «non è particolarmente significativa, se si considera l’andamento storico. È piuttosto il rallentamento del primo semestre 2019, corrispondente alla frenata del commercio internazionale, a pesare sui comparti energetico, agroalimentare, siderurgico e chimico». In controtendenza i container: nei primi tre trimestri 2019 il bilancio appare negativo (-3,8% pari a -17.729 teu) ma, considerando i soli contenitori pieni che producono valore sul territorio, il risultato è positivo (+0,7% pari a +2.371 teu). 

Siderurgia

In difficoltà il settore siderurgico, secondo il Porto, che soffre di un calo del 9,3% dei traffici nei primi nove mesi dell’anno. «L’andamento incerto del comparto perdura dallo scorso settembre e fotografa uno scenario di produttori in attesa di capire le mosse di alcuni settori trainanti, come l’automotive, colpiti da misure protezionistiche». Agroalimentare in calo nei volumi movimentati del 15,7%, rispetto allo stesso periodo del 2018. Pesano mais (-49%), grano tenero (-43%) e semi di soia (-10%). Compensano parzialmente gli sbarchi di farina di soia (+22%), in forte aumento sul mercato europeo dove gli Usa hanno dirottato parte delle quote finora riservate alla Cina.

Crocieristica

Crociere in crescita dell’1,7% tra gennaio e settembre 2019: il buon risultato si mantiene anno su anno (+1,4%). Il porto di Chioggia registra dati positivi nei primi nove mesi del 2019 (+34,8% pari a +245 mila tonnellate) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Va bene il comparto dei minerali, dei cementi e dei calci (+21,4%) e le merci varie (+72,6%), che comprendono anche i prodotti siderurgici.

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