Un ecodistretto per il riciclo del vetro per far "risorgere" Marghera

Il progetto, che dovrebbe essere ultimato nel 2015, si propone l'obiettivo di rendere l'area la capitale mondiale del recupero del vetro. Il tutto puntando sulle rinnovabili

L'attuale ecodistretto

Il Comune di Venezia punta a fare di Porto Marghera, ex capitale dell'industria novecentesca, la nuova capitale dell'industria verde, attraverso lo sviluppo dell'Ecodistretto e dunque attraverso la produzione di energia pulita e il riciclo dei rifiuti. Un tassello importante di quest'operazione sarà la costruzione, all'interno dell'Ecodistretto, di un nuovo impianto per il trattamento e la trasformazione del vetro, la cui apertura è prevista a inizio 2015.

 

A realizzarlo sarà Ecopaté, la “joint-venture” che Eco-ricicli Veritas - a seguito di una selezione con bando pubblico - ha costituito con Paté Green Solution (azienda del gruppo Sibelco) nel 2011, la seconda industria europea per il riciclaggio del vetro. L'iniziativa è stata presentata oggi a Ca' Farsetti con un convegno dal titolo “Il recupero del vetro nell'Ecodistretto di Marghera – il progetto Ecopaté”, cui sono intervenuti, oltre ai rappresentanti delle aziende coinvolte, gli assessori comunali al Piano strategico, Pier Francesco Ghetti, e all'Ambiente, Gianfranco Bettin.

“Si tratta di un progetto di grande rilievo – ha sottolineato Ghetti nel suo intervento di apertura, dopo aver portato i saluti del sindaco, Giorgio Orsoni – che dimostra come Venezia sia una 'smart city' ecosostenibile e moderna, capace di mettere in campo le migliori tecnologie di recupero delle materie prime, per realizzare prodotti che vengono rimessi sul mercato.”

Con il centro di riciclaggio del vetro di Ecopaté, Porto Marghera, e dunque Venezia, tornerà a fare del vetro uno dei suoi filoni produttivi principali: “diventerà la capitale del vetro riciclato”, per dirla con le parole di Bettin, realizzando un prodotto competitivo in termini economici e ambientali, in quanto il rottame di vetro è meno caro della materia prima e il suo utilizzo comporta un minor consumo di elettricità (raggiunge il punto di fusione a una temperatura più bassa) e di anidride carbonica. L'Ecodistretto riunirà infatti le diverse attività legate al riciclaggio, attualmente sparse sul territorio, e permetterà dunque di ridurre il trasporto dei materiali con camion.

“L'Amministrazione comunale - ha spiegato infine Bettin - si è posta il duro compito di salvare e rendere sostenibile Porto Marghera: per la prima volta in vent'anni, attraverso il Piano di Assetto Territoriale che stiamo definendo in queste ore, il Comune sta dicendo cosa vuole fare di questa di quest'area, che da troppo tempo vive in una fase di transizione, salvandola dalla speculazione”.

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