Negozi aperti 26 domeniche l'anno, deroghe per centri storici: la proposta di legge

È stato depositato il testo gialloverde sulle aperture domenicali. Diverse le novità: dal ruolo delle Regioni fino alle eccezioni per le località turistiche. Franceschi: «Ricadute positive per i centri città»

Galleria Barcella a Mestre (foto d'archivio)

Negozi e supermercati aperti 26 domeniche l'anno, praticamente una su due, con le Regioni che avranno la deroga per quattro festività; multe per chi non rispetta la chiusura; libertà totale per gli esercizi dei centri storici e i negozi “di vicinato”, fatta eccezione per le festività. Focus specifico sulle località turistiche, dove le aperture domenicali potranno essere concentrate nel periodo di alta stagione. Sono le novità contenute nella proposta di legge di Lega e M5s depositata nella commissione Attività produttive della Camera, dove verrà esaminata prima di iniziare il suo iter che la porterà prima nell'Aula di Montecitorio e poi al Senato.

Centri storici

Favorevole Maurizio Franceschi, direttore Confesercenti metropolitana di Venezia: «Questa regolarizzazione mette fine ad una lunga concorrenza sleale a favore della grande distribuzione che, soprattutto nel weekend, ha svuotato ed impoverito i centri urbani. Positive le deroghe per tutti i centri storici e per i negozi di vicinato, perchè così sia a Mestre che, per esempio, nella Riviera del Brenta, le aperture dei negozi potranno ridare slancio alle imprese del commercio. In questo modo si ridà alle città quel valore di comunità e di luogo di aggregazione di cui negli anni sono state private».

Le nuove regole

L'accordo prevede di concedere le aperture agli esercizi commerciali per metà delle domeniche, 26 sulle 52 totali. Inoltre ci saranno deroghe e per altri giorni di serrande alzate nelle festività nazionali, 4 su 12 tra laiche e religiose, arrivando quindi ad un totale di 30 aperture "extra" all'anno. A decidere quali saranno le giornate in cui aprire le serrande saranno le Regioni, in accordo con le associazioni di categoria e sindacati. Saranno sempre le amministrazioni regionali a scegliere le festività in cui i negozi potranno aprire. C'è una particolare attenzione alle località turistiche: i negozi in zone di mare, montagna o lago avranno il potere di concentrare le aperture nei periodi di alta stagione, così da beneficiare del maggiore afflusso di turismo. Nessun vincolo invece per le attività commerciali situate nei centri storici delle grandi città, che potranno rimanere aperte ogni domenica, ad eccezione delle festività. Inoltre, nei comuni fino a 10mila abitanti saranno aperti i negozi fino a 150 metri quadri, in quelli con più di 10mila abitanti saranno aperti i negozi fino a 250 metri quadri.

I negozi che potranno restare sempre aperti

Esistono alcune categorie di esercizi commerciali che potranno rimanere sempre aperti: quelli che si occupano di vendita di generi di monopolio, gli alberghi i villaggi e i campeggi, oltre ai rivenditori presenti sulle autostrade, negli aeroporti, nei porti e nelle stazioni. Saranno liberi di aprire anche gastronomie, rosticcerie, pasticcerie, gelaterie, giornalai, fiorai, librerie, negozi di mobili e antiquariato, negozi di dischi, souvenir e artigianato locale. Il testo prevede la libera apertura anche per i cinema e i negozi presenti negli stadi, nei centri sportivi e nei parchi di divertimento. I commercianti che non rispetteranno gli obblighi rischiano delle multe molto salate: si va dai 10mila ai 60mila euro di sanzione, con la cifra che raddoppia in caso di recidiva.

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