I veneziani per i regali di Natale mettono in borsa più ottimismo ma gli stessi soldi

Niente aumenti di budget tra i 261 intervistati da Confesercenti. Si spenderanno dai 100 ai 300 euro. I mercatini natalizi continuano ad attirare l'attenzione. Tredicesime necessarie

Si guarda alla tredicesima soprattutto per pagare bollette, rate, mutui. Dopodiché il resto (o meglio, "ciò che rimane") viene messo a budget per i regali di Natale. Rispetto all'anno scorso, il clima di fiducia tra i 261 adulti intervistati nell'ambito di un'indagine Confesercenti Venezia migliora leggermente. Nel senso che si pensa che in generale la situazione stia gradualmente facendosi meno ostica, ma nonostante ciò dal campione si evince che non si spenderà un euro in più per i regali di Natale quest'anno (in media tra 100 e 300 euro). "Si continua dunque a tenere d’occhio il portafogli, ridurre gli sprechi e a fare la spesa in modo consapevole e più razionale anche a Natale. Una metamorfosi profonda e duratura", commenta Confesercenti. Una situazione che appare anche dal sondaggio, con un campione diviso (come ormai da diversi anni) tra “difficoltà” e “speranza” e in cui, pur se le preoccupazioni maggiori riguardano la minaccia terroristica e la sicurezza, permane ancora forte l’attenzione ai problemi del lavoro e dell’economia. Se attribuiamo all’ambito “sicurezza” anche l’immigrazione,  la situazione continua a preoccupare il 48,1% del campione (contro il 50,5% dell’anno scorso). Crisi economica e lavoro limiteranno la serenità del 30,38% degli intervistati (rispetto al 32,18%  del 2015). L’anno scorso solo un 20% degli intervistati era disponibile a scommettere sulla ripresa dei consumi. Quest’anno questa percentuale supera di poco la metà. Rimane tuttavia una parte del campione che si sente ancora ben dentro la crisi e che, nonostante si riduca rispetto al 35,6% del 2015, rappresenta ancora un significativo 25,3%. 

Anche la distribuzione della spesa pro capite mostra una tendenza al leggero aumento e una distribuzione più equilibrata. La spesa media per regali rimane tra i 100 e i 200 euro procapite. Il 42,5 % del campione prevede di spendere tra i 100 e i 300 euro. Per il 70% si tratta di una cifra più o meno uguale a quella impiegata lo scorso anno. Se permane ancora bassa la percentuale degli intenzionati a spendere di più diminuisce tuttavia il numero di coloro che prevedono di stringere ancora la cinghia (21,25% contro il 32,18% dello scorso anno). In testa alla classifica degli acquisti: alimentari, giocattoli, e abbigliamento (prevalentemente accessori). Si segnala un aumento delle spese per la “cura della persona” (dal massaggio al trattamento in una SPA, al più banale profumo). Si risparmia un po’ su tutto e anche (un po’ in controtendenza con i dati nazionali) sulla tavola e sui regali (soprattutto quelli inutili). Anche se continua ad andare per la maggiore il regalo “last minute” va anche detto che le spese natalizie sono sempre più influenzate dalle promozioni e dagli sconti di fine novembre. Il mercato infatti tende ad anticipare il giorno di apertura natalizia.

Il sistema città regge ancora grazie ad un consumatore molto più razionale che utilizza tutte le possibilità offerte da una rete di vendita differenziata. Emerge tuttavia anche un atteggiamento più etico e responsabile, maggiormente orientato alla valorizzazione delle “esperienze” e meno al puro atto di acquisto. La possibilità di ridurre gli spostamenti automobilistici e l’autenticità del contesto (i centri città, i mercatini) aumenta l’appeal dei centri urbani. Rimane una certa reticenza all’utilizzo di internet (nonostante iniziative come il “Black Friday” spingano gli acquisti soprattutto nel settore high-tech e gaming). I mercatini natalizi confermano il ruolo di grandi attrattore (anche turistico) per i centri urbani (64%). Una riflessione va aperta sulla composizione merceologica ottimale che rimane – almeno secondo le preferenze dei consumatori – ancorata ai prodotti enogastronomici, agli oggetti artigianali e alle decorazioni natalizie. 

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