Safilo: c'è la convocazione al Mise

Segreterie nazionali e territoriali al ministero dello Sviluppo economico il prossimo 16 di gennaio. «Le crisi si risolvono con la gente dentro le fabbriche». Oggi in Regione il primo incontro sulla vertenza

Safilo. Archivio

Rispolvera uno slogan del 2008, Davide Camuccio, segretario Filctem Cgil Venezia, commentando la notizia della convocazione dei sindacati, territoriali e nazionali, al ministero dello Sviluppo economico per la vertenza Safilo, il 16 gennaio prossimo. «Le crisi si risolvono con la gente dentro le fabbriche - dice - Per noi è un momento decisivo. Il ministero dovrà capire l'importanza di questa azienda e la follia di lasciare metà personale a casa». Oggi in Regione il primo incontro sulla vertenza che vale, a detta dell'ad Safilo, centinaia di posti di lavoro.

I tagli

Pesante il conto presentato pochi giorni fa dall'amministratore delegato del gruppo, creatore e produttore di occhiali, per tre sedi del nord est. In un settore che è tutt'altro che in crisi. Settecento i dipendenti che Angelo Trocchia ha detto di essere pronto a sacrificare, prima di tutto con la chiusura completa della sede di Martignacco (Udine), con più di 400 occupati, e a seguire Longarone e Padova, quest'ultima colpita nelle mansioni impiegatizie. Una crisi che inevitabilmente rischia avere ripercussioni anche a Santa Maria di Sala, temono i lavoratori. Non è mai stato fatto cenno alla cassa integrazione e neppure alla solidarietà per il Veneziano, ma è impossibile non mettere le mani avanti. 

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Le prospettive

Chi rischia di pagare i sacrifici, magari in termini di solidarietà, potrebbero essere proprio i dipendenti. Uscite anticipate volontarie sono già state messe in atto a Santa Maria di Sala, per sfoltire la manodopera più anziana e disponibile a raggiungere un accordo per lasciare l'azienda in anticipo, a settembre scorso: più di 50 persone sono andate via. Ma è "niente" di fronte alla prospettiva di cancellare uno stabilimento intero. «Andremo uniti - aveva detto durante l'ultimo sciopero nazionale, il 14 dicembre scorso, Giuseppe Callegaro della Femca Cisl di Venezia - anche qui dobbiamo capire quale sarà il suo futuro in termini di licenze e contratti, servono prospettive e consolidamento dei volumi di produzione». Santa Maria di Sala è un po' più al riparo grazie al contratto con Kering, gruppo francese, rinnovato fino al 2023, ma con volumi ridotti da 2,5 milioni di pezzi a 1,8 milioni. Licenza confermata anche da Marc Jacobs, fino al 2027, e ingresso di nuove griffe come Missoni e Beckham. Persa Dior, che rimane fino a dicembre 2020, e Fendi è in uscita: rimane fino al 21 giugno 2021. «C'è una forte preoccupazione generale perchè mancano garanzie per il futuro - dice Camuccio - Con noi ci saranno le Rsu al tavolo di via Molise a Roma. No ai licenziamenti».

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