Confindustria rilancia le Zes: «Detassazione per le imprese, opportunità per il Paese»

Mercoledì a Roma l'incontro fra il presidente Vincenzo Marinese, il sottosegretario all’Economia Massimo Bitonci e il viceministro allo Sviluppo economico Dario Galli

Foto: Vincenzo Marinese, Massimo Bitonci, Dario Galli

I vertici di Confindustria Venezia e Rovigo hanno presentato mercoledì a Roma il piano industriale dell’area metropolitana di Venezia e Rovigo. All’incontro hanno partecipato il presidente di Confindustria Venezia Rovigo Vincenzo Marinese, il sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze Massimo Bitonci e il viceministro allo Sviluppo economico Dario Galli.

Strumento di crescita

Dal vertice è emerso come le Zone Economiche Speciali, Zes, rappresentino un’opportunità di crescita per tutto il Paese. Tra le azioni cruciali per il rilancio del territorio le Zone Economiche Speciali favoriscono l’insediamento di nuove realtà imprenditoriali, oltre ad agevolare investimenti di aziende già presenti. Dall’incontro è emerso come le Zes attualmente rappresentino un’opportunità di crescita non solo per il Sud, ma per tutta l’Italia. In particolare, c’è la volontà di estenderle sia alle aree economicamente depresse, sia a quelle zone che potrebbero migliorare la propria performance con incentivi ad hoc, diventando strumento di traino per lo sviluppo del Paese.

Semplificare

L’aumento di produttività e consumi, infatti, sono in grado di generare benessere, crescita demografica e occupazione specializzata e qualificata. Il sottosegretario Bitonci ha ipotizzato, per le aziende che scelgano di insediarsi in questo perimetro, una serie di strumenti e agevolazioni per operare con maggior efficacia, dallo snellimento delle procedure burocratiche, alle semplificazioni, a un regime di Iva agevolata. In particolare sono allo studio sistemi di detassazione da applicarsi in queste aree. Il piano di Confindustria Venezia Rovigo ha stimato che nel solo Comune di Venezia e nei Comuni della provincia di Rovigo sarebbero disponibili 385 ettari, a oggi dismessi o abbandonati che, se inseriti in una Zes, potrebbero attivare in tre anni 2,4 miliardi di euro di investimenti, 7.600 posti di lavoro diretti e 19.000 indiretti. «La celerità con cui è arrivata la convocazione al Ministero è un segnale importante – ha commentato Marinese –. Questo è un primo incontro a cui ne seguiranno altri. Certo siamo partiti con il piede giusto. Il Sottosegretario Massimo Bitonci e il Viceministro Dario Galli conoscevano bene la questione, hanno dimostrato sensibilità all’argomento, quindi il dialogo è stato molto proficuo».

Altri paesi

In occasione del vertice, il presidente di Confindustria Venezia Rovigo ha illustrato come «l’istituzione di una Zes avrebbe ricadute non solo in ambito locale ma anche regionale. In Veneto ad esempio, a fronte di una copertura statale di 250 milioni di euro, si genererebbe un gettito stimato di 800 milioni di euro annui a partire dal secondo anno, suddiviso in Ires, Iva e da contributi previdenziali». In Europa già altri Paesi hanno colto questa opportunità. In Polonia ad esempio, sono state istituite 14 Zes per una superficie di 20.000 ettari, che hanno raccolto 25 miliardi di euro di investimenti, generando 296.000 nuovi posti di lavoro.

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