Mostra Cinema di Venezia 2015: miglior film e gli altri vincitori

Il Leone d'Oro a "Desde Allà" di Lorenzo Vigas. Coppa Volpi femminile a Valeria Golino, miglior attore Fabrice Luchini. Miglior regia per "El Clan"

Lorenzo Vigas con il Leone d'Oro

Atmosfera delle grandi occasioni al palazzo del cinema del Lido di Venezia. Perché sabato si è fatto sul serio: dopo proiezioni e dibattiti è arrivato il mmomento della consegna dei premi. Mai come quest'anno le previsioni erano praticamente impossibili, con "Francofonia" di Sokurov leggermente avvantaggiato rispetto agli altri secondo i "ben informati". Fatto sta che alle 19 Elisa Sednaoui, madrina della kermesse, ha dato inizio alla cerimonia finale.

IL CONCORSO UFFICIALE - Il colpo di scena è arrivato alla fine, al momento dell'annuncio del presidente della Giuria Alfonso Cuaron del Leone d'Oro 2015: vince la 72esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia "Desde allà (From Afar)" di Lorenzo Vigas. Il Leone d'Oro è stato consegnato dal presidente della Biennale Paolo Baratta: "Questo premio lo dedico al mio Paese, il Venezuela, e a mio padre che è stato un grande artista e mi ha sempre ispirato. Il mio Paese non sta passando un periodo semplice, ma torneremo a parlarci". Premio speciale della Giuria per "Abluka" di Emin Alper con Mehmet Ozgur, Berkay Ates, Tulin Ozen, Müfit Kayacan. Miglior sceneggiatura invece per "L'Hermine" di Christian Vincent. I pronostici sono stati rispettati per la Coppa Volpi femminile: ad accaparrarsela è stata Valeria Golino, splendida protagonista di "Per Amor Vostro" di Giuseppe Gaudino: "Voglio ringraziare i selezionatori di Venezia per averci scelto e voluto. Questa Giuria incredibile che ci ha apprezzato. Vorrei condividere questo premio con Giuseppe Gaudino, il mio regista". Dopodiché l'attrice ha sciorinato tutti i nomi del cast e dello staff che ha partecipato alla produzione del film: "Questa gioia che ho provato quasi trent'anni fa. Oggi mi accorgo che la consapevolezza di vincere è la stessa. Ma questo premio mi dà la stassa ingenua e infantile gioia. Sono contenta che ho vinto. Sono contenta anche per chi mi vuole bene e per tutti i miei amici non udenti che mi hanno aiutato in questa avventura". Miglior interpretazione maschile per Fabrice Luchini, splendido giudice in L'Hermine. Premio della Giuria invece per "Anomalisa" di Charlie Kaufman e Duke Johnson. Il Leone d'Argento per la miglior regia è stato invece assegnato a Pablo Trapero per "El Clan".

CLASSICI E ORIZZONTI - Il primo film a essere premiato è stato per Venezia Classici "The 1000 eyes of dr. Maddin". Miglior film restaurato, invece, "Salò o le 120 giornate di Sodoma" di Pier Paolo Pasolini. Il Leone del futuro per l'opera prima è invece stato assegnato a "The  childhood of a leader" di Brady Corbet. Sezione Orizzonti: il presidente di Jonathan Demme ha dichiarato "di aver amato più film di quanti premi ci fossero. Abbiamo cercato di scandagliare i prloblemi e le caratteristiche del mondo attuale. Il miglior cortometraggio della sezione è andato a "Belladonna" di Dubravka Turic. Vince il premio Orizzonti per il miglior film della 72esima Mostra del Cinema di Venezia "Free in deed" del regista neozelandese Jake Mahaffy. Ambientato nelle chiese di fortuna ricavate nei locali di un negozio il film racconta i tentativi di un uomo di compiere un miracolo. La miglior regia è andata a Brady Corbet per il film "The childhood of a leader". Premio Speciale della Giuria Orizzonti al film "Boi neon (Neon Bull)" del regista brasiliano, Gabriel Mascaro. Miglior interpretazione maschile all'attore Dominique  Leborne per "Tempete" di Samuel Collardey. 

BARATTA - "Grazie ai nostri sforzi possiamo dirci soddisfatti - ha dichiarato Paolo Baratta, presidente della Biennale - questa Mostra ha acquisiito una forma precisa. In questi giorni abbiamo fatto un viaggio nel mondo e nell'uomo, quello che abbiamo visto è storia. Un ringraziamento caloroso va ad Alberto Barbera e a tutto il suo team (lunghi applausi per lui, ndr). Grazie a tutte  le giurie, grazie alla madrina. E infine grazie a tutte le energie che hanno collaborato. La 72esima edizione sii chiude, appuntamento 31 agosto 2016".
 

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LA TRAMA DEL FILM VINCITORE - Una vicenda a sfondo omosessuale-nazista, protagonisti un malinconico cinquantenne che divide la sua vita tra occasionali incontri con ragazzi di strada e il suo metodico lavoro di odontotecnico: e' Desde Alla dell'esordiente venezuelano Lorenzo Vigas, premiato con il Leone d'oro alla 72/a Mostra del cinema di Venezia.  Ambientato a Caracas, il film segue la vita di Armando (un grandissimo Alfredo Castro), un uomo meticoloso, dalla casa bigia, che vive solo diviso tra lavoro, statuette di ceramica e la sua omosessualita'. Sua passione i ragazzi di strada. Li adesca e si accontenta solo di vederli spogliare. Ovviamente in cambio di soldi. Ma quando incontra Elder (Luis Silva), un adolescente violento e pieno di fascino, le cose per lui cambiano. Dopo iniziali scontri con il ragazzo che lo picchia e lo deruba al primo incontro, Armando fa come famiglia con il ragazzo, gli fa da padre. Ma dietro la vita di entrambi ci sono segreti che devono inevitabilmente esplodere. Il regista, che prima aveva girato solo un corto, 'Los elefantes nunca olvidan', per questo suo primo film ha avuto l'appoggio di Guillermo Arriaga che figura anche tra i produttori. Ha detto Vigas dell'attore diciannovenne che interpreta Elder: "E' un ragazzo non estraneo alla violenza poiche' viene da un quartiere anche piu' duro di quello mostrato nel film".  Quanto al loro rapporto padre-figlio, "la relazione descritta nel film - ha spiegato il regista - riguarda piu' i bisogni emotivi che il sesso. Detto questo, affronto anche l'omofobia: diverse culture latinoamericane sono ancora conservatrici rispetto all'omosessualita' e l'omofobia si puo' incontrare in tutti gli strati sociali".

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