Concerto per festeggiare Peggy Guggenheim

Figura cardine nella storia dell’arte del XX secolo, appassionata collezionista, scopritrice e amica degli artisti, nasceva il 26 agosto del 1898 Peggy Guggenheim, lungimirante mecenate che ha lasciato un segno indelebile nella parabola artistica del Novecento.

Mercoledì 26 agosto alle 21, nel giardino di Palazzo Venier dei Leoni, storica residenza sul Canal Grande in cui Peggy visse dal 1949 al 1979
, anno della sua scomparsa, e oggi scrigno della sua preziosa collezione, si svolge il tradizionale concerto riservato agli Amici della Collezione per celebrare il compleanno della collezionista.

Ad esibirsi sarà un duo che accosterà due strumenti che raramente si propongono insieme: chitarra e clarinetto. Selene Framarin, clarinetto, mimo e canto, e Gilbert Imperial, alla chitarra, si cimenteranno in un repertorio musicale di stampo non tradizionale, in cui si indagano in particolar modo i rapporti tra musica e teatro, senza barriere storiche o stilistiche. In apertura la dirompente vitalità di Der Kleine Harlekin di Stockhausen, per clarinettista-mimo, in cui si assiste a una trasposizione musicale contemporanea di Arlecchino della Commedia dell’arte, che rivive in una bellissima maschera di Donato Sartori. Si prosegue con la teatralità implicita delle canzoni rinascimentali di John Dowland, raccontate in una sorta di recitar cantando a voler esprimere l’incontro tra musica colta e canto popolare, con la chitarra a far le vesti del liuto. È proprio da questo incontro che nascono le composizioni con cui continua il percorso: sono quelle di Astor Piazzolla, autore argentino che trascese le movenze di danza di un ballo popolare, il tango, per creare la propria poetica dai ritmi incalzanti e percussivi e dalle intense e toccanti melodie. Il ritmo energico, quasi tribale, è il cuore di Chitòn, sorta di corpo a corpo tra il musicista e la chitarra in cui, attraverso la teatralità del gesto, il suono diventa elemento materico; così come è il ritmo del jazz a ispirare i tre pezzi, l’ultimo in particolare, di Stravinskij per clarinetto solo. Al centro del programma, un richiamo alla musica di Stockhausen con i Tierkreis, stralunate melodie per i segni dello zodiaco, che seguendo l’auspicio dell’autore sono state messe in scena in una versione spazializzata, nell’elaborazione di Selene Framarin e Gilbert Impérial. La musica diventa una vera e propria lingua, la sola di cui si servono i musicisti per vivere l’incontro, lo scontro, il tragi-comico e l’addio: come omaggio a Peggy Guggenheim, la melodia del segno Vergine rappresenta il nucleo formale del discorso musicale.

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