L'autunno del Venezia Jazz Festival: tra Di Meola, Stockhausen e Rubalcaba

Il jazz internazionale alla conquista di Venezia, dal 25 ottobre al 13 novembre

In foto: Gonzalo Rubalcaba

Al Di Meola, Gonzalo Rubalcaba, Markus Stockhausen. Sono alcuni dei protagonisti di Venezia Jazz Festival Fall edition #1, edizione autunnale del celebre festival firmato da Veneto Jazz. Dal 25 ottobre al 13 novembre 2018, un ricco programma di concerti, incontri e workshop con i maggiori artisti del jazz internazionale. Teatri, chiese e hotel saranno pervasi dai suoni e dalle parole che raccontano la contemporaneità, sondando le diverse anime della musica del mondo. Prevendite disponibili online sui circuiti Ticketone e Geticket o a teatro.

L'apertura

L'apertura è affidata al T Fondaco dei Tedeschi. L’Event Pavillon, situato all’ultimo piano, ospita l’alchemico duo del vibrafonista Pasquale Mirra e del percussionista Hamid Drake, un caleidoscopico viaggio sonoro, dove si fondono ritmi africani e orientali e poetiche sonorità (25 ottobre, 19.30, ingresso libero su prenotazione). Maestro della chitarra e pioniere della fusion, Al Di Meola presenta al Teatro Goldoni “Opus”, nuovo capitolo della sua carriera che si inoltra in inediti confini musicali con una visione artistica più matura. Con lui sul palco, due italiani, Peo Alfonsi alla seconda chitarra e Fausto Beccalossi alla fisarmonica (31 ottobre alle 21).

Markus Stockhausen

Il talento italiano del trombone Filippo Vignato si incontra con il chitarrista Francesco Diodati nelle navate della Chiesa della Pietà, giovani generazioni a confronto per un concerto intimista di rara bellezza (1 novembre, 17.30). L’Isola di San Servolo ritorna invece protagonista del festival con il concerto (anticipato da un aperitivo) di Carmen Souza, pianista e cantautrice jazz portoghese di origini capoverdiane (2 novembre, 18.30). L’aria si fa rarefatta con l’esibizione di Markus Stockhausen (tromba e filicorno) e di Florian Weber (piano), musicisti di formazione classica e contemporanea sempre alla ricerca di echi e risonanze profonde, momento intitolato “Inside out” che trova casa nell’affascinante Auditorium “Lo Squero” della Fondazione Giorgio Cini sull’Isola di San Giorgio (3 novembre alle 18).

Gli altri appuntamenti

Appuntamento poi con Chiara Civello, fra le più interessanti pianiste e cantanti della sua generazione, che si esibirà in trio alla Sale Apollinee del Teatro La Fenice con il progetto “Eclipse” (7 novembre, ore 19.30), mentre è la voce soul di Ty Le Blanc ad animare il nuovo concerto allo Splendid Venice Hotel (8 novembre, alle 19). Per i giovani talenti del jazz di domani il Pulsar Ensemble del batterista Filippo Sala, uno dei vincitori del premio “Tomorrow’s Jazz”, si esibisce al Museo di Palazzo Grimani (9 novembre, dalle 18). Alle Sale Apollinee, fra jazz, classica e world music, c’è il chitarrista francese Kevin Seddiki con un ospite speciale, il maestro della chitarra Philip Catherine (10 novembre, dalle 18).

Gonzalo Rubacalba

Una vera stella del jazz mondiale chiude il festival: Gonzalo Rubalcaba in piano solo al Teatro Toniolo di Mestre (13 novembre dalle 21). Quindici nomination ai Grammy Awards e le collaborazioni con i più grandi jazzisti (da Dizzy Gillespie a Herbie Hancock, da Richard Galliano a Ron Carter) ne fanno uno dei musicisti viventi più importanti del panorama internazionale. Anteprima di Venezia Jazz Festival Fall edition #1 il 18 ottobre allo Splendid Venice Hotel, con un concerto-aperitivo della cantante Chiara Luppi in un omaggio ad Aretha Franklin (dalle 19).

«Romanticismo e mistero»

«L’ispirazione del festival è Venezia, quella dell’inizio dell’inverno, romantica e misteriosa, ma sempre cittadina del mondo e crocevia di culture e risonanze - ha spiegato il direttore artistico Giuseppe Mormile - Ci sono i grandissimi dello strumento, come Al Di Meola e Gonzalo Rubalcaba, e maestri consolidati come Markus Stockhausen, Florian Weber e Philip Catherine; e tanta, tanta poesia, quella di Pasquale Mirra e Hamid Drake; del giovane Filippo Vignato e di Francesco Diodati, con straordinarie voci femminili, quelle della capoverdiana Carmen Souza, dell’’italiana (ma innamorata del Brasile) Chiara Civello, dell’americana Ty Le Blanc».

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