Come sarà la vita domani? Il dibattito si apre a Venezia, alla Fondazione Giorgio Cini

The Future of Science, alla 13. edizione, si apre giovedì all'isola di San Giorgio Maggiore. Osservatorio creato da Veronesi, continua a vivere ad un anno dalla sua morte

"La scienza deve uscire dalla torre d’avorio, se si isola rischia di esaurirsi". Così Umberto Veronesi spiegava al mondo l’importanza del sostegno alla scienza e ai suoi valori. A un anno dalla scomparsa, il suo pensiero continua a vivere, attuale più che mai, e rimane alla base della XIII edizione della conferenza internazionale The Future of Science, che fin dai primi passi ha avuto il supporto di Fondazione Giorgio Cini, Fondazione Silvio Tronchetti Provera e Fondazione Umberto Veronesi. L'appuntamento è per giovedì e venerdì alla Fondazione Giorgio Cini, nell'isola di San Giorgio Maggiore.

COME SARÀ LA VITA DOMANI

The Future of Science quest’anno affronterà il tema “The Lives to Come” (La vita di domani), analizzando l’impatto che le scoperte scientifiche hanno sulle nostre vite: di oggi, ma soprattutto di domani. "Interrogarsi sul mondo in cui vivremo tra vent’anni è un requisito fondante della capacità di interpretare il mondo in cui viviamo oggi - spiega Chiara Tonelli, presidente di The Future of Science e prorettore alla Ricerca dell’Università degli Studi di Milano - I temi che tratteremo sono quelli che Umberto Veronesi aveva riconosciuto come prioritari diversi anni fa, in primis la nutrizione come elemento di prevenzione delle malattie e di supporto alle cure. Oggi sappiamo che ciò che mangiamo regola".

SCIENZA, TECNOLOGIA E RICERCA

The Future of Science rappresenta un osservatorio privilegiato su presente e futuro della scienza che anche quest’anno vedrà a confronto i più illustri esponenti del mondo accademico scientifico, e non solo. Argomento fondamentale è quello dell’etica legata al rapporto tra scienza, tecnologia e al ruolo della ricerca, dove anche le imprese possono assumere un ruolo importante. "Dobbiamo fornire ai giovani gli strumenti adeguati per essere preparati alle nuove professioni, sempre più specializzate, che stanno nascendo per effetto della rivoluzione digitale. La Fondazione che presiedo - ha sottolineato Marco Tronchetti Provera - opera in questa direzione ma per ottenere risultati concreti è necessario un impegno corale che coinvolga soggetti privati e pubblici".

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