Venezia fulcro dell'arte mondiale: primo giorno di preview alla Biennale

Sabato l'apertura al pubblico. Macchine del fumo hanno creato una suggestiva "coreografia" all'ingresso del padiglione centrale

Con il primo giorno di vernice ai Giardini e all'Arsenale, Venezia torna ad essere il più grande museo a cielo aperto d'arte contemporanea. Ha aperto questa mattina i battenti per la stampa e per gli addetti ai lavori la 58. Biennale d'Arte, in attesa dell'inaugurazione ufficiale di sabato 11 aprile. Firmata da Ralph Rugoff, è una mostra fatta di quadri, installazioni, sculture, video e suoni di 79 artisti, in maggioranza donne. I primi visitatori sono stati accolti, fuori dal padiglione centrale, da una suggestiva coreografia realizzata con macchine del fumo.

VIDEO: il meglio dai padiglioni dei Giardini

La coreografia all'esterno del padiglione

Fumo padiglione centrale Biennale 2019-2

Realtà da più punti di vista

Quest'anno l'esposizione non ha un tema di per sé, ma mette in evidenza un approccio generale al fare arte e una visione della funzione sociale dell'arte che includa sia il piacere che il pensiero critico. «La Mostra si concentra sul lavoro di artisti che mettono in discussione le categorie di pensiero esistenti e aprono lo spettatore a una nuova lettura di oggetti e immagini, gesti e situazioni. - aveva commentato Rugoff - Un'arte simile nasce dalla propensione a osservare la realtà da più punti di vista, ovvero dal tenere in considerazione nozioni apparentemente contraddittorie e incompatibili».

«Considerare la complessità dell'umanità»

«Il titolo di questa mostra può essere letto come una sorta di maledizione - ha dichiarato il presidente della Biennale Paolo Baratta - nella quale l'espressione "interesting times" evoca l'idea di tempi sfidanti e persino minacciosi. Ma può essere anche un invito a vedere e considerare sempre il corso degli eventi umani nella loro complessità, un invito pertanto che ci appare particolarmente importante in tempi nei quali troppo spesso prevale un eccesso di semplificazione, generato da conformismo o da paura. E io credo che una mostra d'arte valga la pena di esistere, in primo luogo, se intende condurci davanti all'arte e agli artisti come una decisiva sfida a tutte le inclinazioni alla sovrasemplificazione».

Le partecipazioni

La Mostra sarà affiancata da 90 partecipazioni nazionali tra Giardini, Arsenale e nel centro storico di Venezia. Sono 4 i Paesi presenti per la prima volta alla Biennale: Algeria, Ghana, Madagascar e Pakistan, mentre Repubblica Dominicana e Kazakistan sono alla prima Biennale con un proprio padiglione. Rimanendo ancorati in laguna, il padiglione Venezia è un progetto artistico in cui 7 artisti hanno catturato l'essenza della città, con gli elementi diventati nel tempo veri e propri simboli, come la pietra, il marmo, il legno, la corda e il tessuto.

Collaterali

Non è Biennale d'Arte senza le mostre collaterali. Ha già fatto parlare di sé l'opera "Building Bridges", ovvero le nuove mani giganti di Lorenzo Quinn: sarà presentata giovedì all'Arsenale. Un'altra installazione dell'Arsenale sarà "Barca nostra", lo scafo che nel 2015 affondò nel canale di Sicilia portando oltre 700 persone alla morte: simbolo delle tragedie della migrazione, è stato portato a Venezia su iniziativa dell'artista Cristhoph Büchel.

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