Biennale 2019: tra corridoi, porte e scelte, il Padiglione Italia sarà un labirinto

Presentato stamattina il percorso curato da Milovan Farronato. "Né altra né questa. La sfida del labirinto" raccoglie varie mostre, «sarà il visitatore a scegliere quali vedere»

Foto d'archivio

Non un aut aut, ma una possibile terza via che porti fuori dal labirinto. O, perché no, che induca a perdere la strada e a guadagnare la libertà. Sembra essere questo il senso di "Né altra né questa", il progetto espositivo firmato da Milovan Farronato che animerà il Padiglione Italia alla 58esima Esposizione internazionale d'Arte della Biennale di Venezia.

La sfida del labirinto

Tre gli artisti italiani chiamati a declinare il tema con lavori inediti e opere storiche: Enrico David (Ancona, 1966), Chiara Fumai (Roma, 1978) e Liliana Moro (Milano, 1961). Saranno loro a costruire "La sfida al labirinto", seconda parte del titolo e cuore del progetto che richiama un orizzonte letterario e di ispirazione vastissimo, dal mito a Calvino. «Coesisteranno varie mostre, sarà il visitatore a scegliere quale strada percorrere. Del resto, il labirinto è un simbolo per rappresentare la diversità, il disorientamento, ma anche la complessità di un sistema di regole che determina lo spazio e il tempo. Un paradosso su cui abbiamo giocato», ha spiegato Farronato, il cui progetto si misurerà con gli altri padiglioni e con il tema di questa Biennale intitolata 'May You Live In Interesting Times' e curata da Ralph Rugoff, attuale direttore della Hayward Gallery di Londra.

Corridoi larghi, porte e direzioni

Non spazi angusti, ma corridoi larghi tre metri che «rendono agevoli il passaggio e la permanenza» dei visitatori, che con le loro scelte di fronte a porte e direzioni opposte saranno i veri protagonisti del padiglione. «È questa l'importanza del progetto: il dialogo continuo tra l'artista e il visitatore - ha tenuto a dire il presidente della Biennale, Paolo Baratta - L'idea del labirinto si affianca bene a una idea di Biennale che offre a chi la percorre una miriade di occasioni, di porte aperte e luoghi del desiderio, tutti affascinanti e disorientanti contemporaneamente, in cui perdersi non è il peggiore dei peccati».

Attività educative per i giovani

Anche quest'anno la direzione generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del ministero offrirà un programma di attività educative rivolte ai giovani studenti delle accademie delle scuole di ballo che si svolgerà nello spazio del padiglione stesso. I partecipanti selezionati tramite open call verranno invitati a interpretare collettivamente una coreografia ideata dall'artista Christodoulos Panayiotou e ispirata alla danza delle Gru che, come racconta Callimaco, celebrava l'uscita di Teseo dal labirinto di Cnosso.

«Investire nell'arte contemporanea»

"Né altra né questa. La sfida al labirinto" ha a disposizione un budget di 600mila euro che arrivano dalla direzione generale Mibac, più altri 676mila euro reperiti dal curatore tramite sponsor. «Bisogna investire di più nell'arte contemporanea - ha detto infine il ministro dei Beni e delle attività culturali, Alberto Bonisoli - Quest'anno abbiamo raddoppiato i fondi dell'Italian council allargando la possibilità di utilizzarli anche a curatori o attori dell'arte contemporanea non necessariamente legati alla produzione di un'opera. Abbiamo l'opportunità di spingere i nostri artisti a farsi conoscere all'estero».

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