Fiera e Zogo de l'Oca, a Mirano si rivivono le tradizioni del primo Novecento

Torna a Mirano la Fiera dell'Oca, con il suo celebre "zogo" omonino, in programma nelle strade del centro il 10 e l'11 novembre. L'evento nasce da una vecchia tradizione miranese che voleva si festeggiasse mangiando l'oca alla chiusura dell'anno agrario, l'11 novembre, festa di San Martino. Per rinforzare questa tradizione c'era anche un detto: «Chi no magna oca a San Martin non fa el beco de un quatrin!».

La fiera di inizio '900

Per due giorni il centro di Mirano diventa il set per una ricostruzione storica accurata e affascinante, vestito dell’eleganza di inizio Novecento, con gli arredi urbani e i costumi di una fiera paesana ai tempi della Belle Époque. Tra i banchi in legno del mercato, sui quali le signore offrono prodotti dell’artigianato locale e contadini vestiti a festa propongono salumi o carni lavorate a base di oca, ci sono le bacheche con i bandi comunali, i manifesti con le réclame d’altri tempi, i vecchi giochi della sagra per fanciulli e adulti. Tra le bancarelle si incontrano lo strillone con il gazzettino dell’epoca, i carabinieri, ma anche la cartomante, i cantastorie, i saltimbanchi e le orchestrine.

Il Zogo de l'Oca

Un quarto di secolo fa il pittore Carlo Preti disegnò "El Zogo de l’oca de Miran", un’edizione riveduta e corretta del celebre gioco da tavola. L’idea venne ripresa dalla Pro Loco miranese e Preti ridisegnò le 63 caselle in formato “gigante” illustrandole con aneddoti, proverbi, luoghi e fatti della storia della cittadina. Nel 1998 fu creata quella che oggi è la manifestazione più conosciuta nel territorio, capace di attirare ospiti da mezza Italia e dall’estero: da allora e per vent’anni la piazza di Mirano si trasforma per due giorni in un grande teatro delle tradizioni, facendo spazio a un grande gioco di società en plein air, con 63 caselle di due metri per due, dadi e pedine giganti, con le quali prende vita una sorta di Palio delle contrade. A sfidarsi sono infatti le squadre del capoluogo e delle cinque frazioni.

L'oca nel piatto

Per non contravvenire al detto proverbiale: “Chi no magna l’oca a San Martin no fa el beco de un quatrin”, la Festa dell’Oca celebra il pennuto anche al centro della tavola. All’Osteria dell’Oca che affaccia sulla piazza si possono gustare piatti semplici a base di oca e vino sfuso, ma per l’intero periodo di San Martino tutti i ristoranti e le trattorie del territorio presentano piatti tradizionali: risotti e ravioli d’oca, pasta con ragù d’oca, prosciutto o salame d’oca, oltre al ben noto fegato, servito anche in forma di paté alla francese.

Programma

Sabato 10 Novembre

Ore 15.30
Apertura FIERA DE L'OCA
con "l'OCARIA”
il mercato dell’Oca

Ore 16.00
INIZIO SPETTACOLI DI STRADA
 il teatro dei burattini, saltimbanco, musici, giocolieri, artisti di strada, attori
I FIOI DEL FIO’
MUSICI
I TRAMPOLI di ACQUALTA TEATRO DI STRADA
GLI ARTISTI DI STRADA
IL TEATRO DEI BURATTINI 
GIOCOLIERI 
MIMI
Apertura  BARACCONi  Oca  park  per  bambini
GIOCO DELL’OCA PER BAMBINI
Potranno partecipare tutti i bimbi presenti 

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Domenica 11 Novembre

Ore  9.30
Riapre la FIERA DE L'OCA
con “l'OCARIA"
e il TEATRO DI STRADA
il teatro dei burattini, saltimbanco, musici, giocolieri, artisti di strada, attori
Ore 11.00
“LA CUCCAGNATA”, 
pregioco per assegnazione ordine partenza
con gli atleti del GRUPPO SERENISSIMA

dalle Ore 12.00
RISOTTO D’OCA  e  RAVIOLI D’OCA  

Ore 15.00
Sfilata Figuranti  e
ZOGO DE L’OCA IN PIAZZA
Presenta: SALVATORE ESPOSITO  

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