«Il demone dell’amore»: evento in memoria della filosofa Ágnes Heller alla fondazione archivio Luigi Nono

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Farà tappa anche a Venezia il tour in memoria di Ágnes Heller, la filosofa ungherese nota a livello internazionale e sopravvissuta alla Shoah, scomparsa il 19 luglio di quest’anno. In una delle città più amate dalla Heller, che ogni volta, nei limiti del tempo e della disponibilità, cercava di visitare,

Sabato 21 settembre alle ore 17.45 presso la sede della Fondazione Archivio Luigi Nono ONLUS, Sestiere Giudecca, 619/621, si terrà l’incontro in ricordo della scrittrice in occasione della presentazione del suo ultimo libro «Il demone dell’amore. La grande filosofa al cospetto di un sentimento che infiamma» (Gabrielli Editori, 2019) scritto a quattro mani da Francesco Comina e Genny Losurdo, impreziosito da un inedito dedicato ad Anna Frank, sua coetanea, a novant’anni dalla nascita. Introduce Nuria Schoenberg Nono, Presidente della Fondazione Archivio Luigi Nono e modera Giuseppe Goisis, docente ordinario di Filosofia Politica, Ca’ Foscari, Venezia.

Ne "Il demone dell’amore" (Gabrielli editori, Verona luglio 2019) la filosofa ungherese Ágnes Heller, in un intenso dialogo con Francesco Comina e Genny Losurdo, affronta per la prima volta non una complessiva teoria dei sentimenti, ma direttamente il sentimento più esplosivo fra tutti: l’amore con i suoi demoni e il suo impatto nella letteratura, nel pensiero, nell’arte e nella musica. Un viaggio appassionato dalle origini del pensiero fino ai giorni nostri, nella tensione verso la cura del prossimo e il rapporto esistente tra amore e politica. Il libro si chiude con uno scritto inedito della Heller, un ricordo vibrante, pieno di amore per i novant’anni dalla nascita di Anna Frank, sua coetanea. Per non dimenticare i risorgenti nazionalismi, che Ágnes Heller ha affrontato nei suoi ultimi libri tra cui Orbanismo e Paradosso Europa, i nuovi muri e fili spinati.

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