Io sono il mio corpo, io sono la mia memoria

Riceviamo e pubblichiamo:

"Giovedi’ 20 di Giugno alle ore 18, l’ innovativo spazio artistico Officine Forte Marghera sarà aperto al pubblico con la mostra ‘Io sono il mio corpo, Io sono la mia memoria’ in occasione dell’inaugurazione del Festival Multidisciplinare di Arte Contemporanea, organizzato dal collettivo di artisti Action Hybride.
Action Hybride presenta 54 artisti internazionali, art performances e video con un programma ricco di straordinari eventi da non perdere.

Galleria: Sezione Officine Forte Marghera (Venezia)
Sponsors: Forte Marghera.

Artisti selezionati:

Luisa AMPRIMO, Lisa Colette BYSHEIM, Joris BRANTUAS, Ria BREEDVELD, Jean François BOURON, Yu CAI, Sabrina CASIROLI, Gianluca CECCARINI, Kristina CYAN, Zeynep DAGLI, Josefina DAGORRET, Giovanna D’AMICO, Elisabetta DI SOPRA, Barbara Michelle EDELMAN, Diane FENSTER, Virginie FOLOPPE, Julie HAHN & Jean-Baptiste BAELE, Sara KOLLER, Emmanuel LACOSTE, Violaine LE FUR, Beatrice LEZZI, Hanne LINDE, Sophie MENUET, Amal MOKDED, Cassandra JIM, MIYAKE, Joe NANASHE, Cemre ONERTURK, Anna PASZTOR, Flavia RAUS, Marija RADOVANOVIĆ, Lyu RUI, Angie SAIZ, Ilaria SAVAGNO, Rekha SAMEER, Gwen SAMPE’, Ynin SHILLO, Sophie SCHEIFELE & Olivier SCHLUND, Susanne-SCHMIDT-NIELSEN, Sylvain SOUKLAYE, Carla TAGLIETTI, Darko TALESKI, Ritam TALUKDAR, Irene TONIOLO, Flavia TRITTO, Emmy VOOLLARD,Tara VANTANTOUR

Membri di Action Hybride:

Fur APHRODITE, Maria CLARK, Loredana DENICOLA,Louise DUMONT, Francesca SAND, Anne Marie TOFFOLO, Elisabette ZELAYA.


COMUNICATO
Il nostro corpo ha una memoria, conserva in sè i ricordi sepolti delle nostre sofferenze di bambino, di feto, talvolta anche quelle dei nostri genitori e dei nostri antenati.
Stampati nei muscoli, nelle ossa e persino nella carne, questi dolori risuonano nel nostro corpo e si risvegliano nel corso degli eventi della vita.

La memoria del corpo è partire sulla traccia di quei ricordi profondi che il nostro spirito ha dimenticato, ma di cui il nostro organismo si ricorda.

Il corpo è attraversato dalla memoria e lascia le sue tracce inscritte nella carne.

L'esperienza della corporeità, come della memoria: io sono il mio corpo, proprio come io sono la mia memoria. Sono inserito nel mondo corporalmente e la mia esperienza del mondo mi raggiunge attraverso il mio corpo. Ma non solo il mio corpo assorbe informazioni sul mondo: è un oggetto di mia proprietà tanto quanto il mio essere.

Il corpo rimane fedele al suo passato, integrandolo ed esprimendolo nei suoi gesti apparentemente i più spontanei. Basta pensare a come il corpo si rifiuta di rinnegare le proprie circostanze primitive, integrando ostinatamente nei suoi accenti, ritmi e posture i segni di appartenenza a uno specifico tempo e spazio.

È attraverso questa memoria incorporata che il corpo individuale integra il corpo sociale. Perché fin dalla tenera età il corpo si fà ‘civilizzare’. Gli viene insegnato a interagire, secondo gli standard di una particolare cultura, nazione, religione. Ciò che si apprende dal corpo non è qualcosa che si ha, che si può rappresentare di fronte a sé, ma qualcosa che si è.

Il ricordo del corpo è ciò che rimane nell'uomo quando ha dimenticato tutto. La memoria ricomincia da una cicatrice, da un corpo sofferente, un ricordo malato, fragile, un corpo che è l'interstizio che collega e separa da tutto.

Tutti i nostri computer hanno un tocco ‘cancellabile’, la cui semplice presenza enfatizza la fragilità della memoria. Ma esiste una modalità di memoria che resiste alla cancellazione? Una memoria indelebile e, per così dire, incurabile?

L'arte da sola, forse, può fornire una risposta palpabile a queste domande.

Perché se il corpo è rappresentato ovunque nell'immaginario contemporaneo e se costituisce, come la memoria, un materiale di base per molti artisti contemporanei, esso non mostra la sua memoria ma la agisce perché la incarna.

E per quanto lei non memorizza alcuna immagine o rappresentazione, la memoria del corpo può essere "cancellata" solo dalla distruzione di esso".

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