Tintoretto 1519-1594: la grande mostra sul pittore veneziano a Palazzo Ducale

  • Dove
    Palazzo Ducale
    Piazza San Marco
  • Quando
    Dal 07/09/2018 al 06/01/2019
    8.30 - 19 (1 aprile - 31 ottobre), 8.30-17.30 (1 novembre - 31 marzo)
  • Prezzo
    Intero 20 euro, ridotto 13 euro
  • Altre Informazioni

Nelle magnifiche sale dell'appartamento del Doge a Palazzo Ducale, Tintoretto torna protagonista di un grande progetto espositivo, voluto fortemente dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e dalla sua direttrice Gabriella Belli, promosso congiuntamente con la National Gallery of Art di Washington, con la collaborazione delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, il contributo di Save Venice Inc. e il sostegno di Louis Vuitton.

I curatori

A curare la mostra, in programma dal 7 settembre al 6 gennaio 2018, sono gli studiosi americani, grandi conoscitori di Tintoretto, Robert Echols e Frederick Ilchman, che da anni hanno concentrato le loro ricerche sulla definizione del catalogo complessivo dell’opera di Jacopo. A loro fianco, in questa occasione, un prestigioso comitato consultivo internazionale e numerosi esperti dell’arte rinascimentale veneziana, che hanno contribuito con saggi puntuali al catalogo delle due mostre, edito da Marsilio: Stefania Mason, Roland Krischel, Susannah Rutherglen, Mattia Biffis, Peter Humfrey, Lorenzo Buonanno, Michiaki Koshikawa, Miguel Falomir, Maria Agnese Chiari Moretto e Giorgio Tagliaferro.

Analisi dei dipinti

Proprio i più recenti studi e gli illuminanti interventi conservativi degli ultimi due decenni hanno del resto consentito un’analisi rigorosa dei dipinti e della loro cronologia: tra questi in particolare gli interventi di Save Venice Inc. che hanno permesso anche l’esame scientifico e il restauro di alcune opere del Museo Correr e delle straordinarie tele dell’ Anticollegio, dell’Atrio Quadrato e della Sala degli Inquisitori di Palazzo Ducale, da ammirare finalmente nella loro compiuta forza espressiva.

Autore visionario

Con 50 dipinti e 20 disegni autografi di Tintoretto, prestati dai grandi musei internazionali, unitamente ai famosi cicli realizzati per il palazzo dogale tra il 1564 e il 1592 - visibili nell’originaria collocazione - l’esposizione permetterà dunque di riscoprire pienamente la pittura visionaria, audace e per nulla convenzionale di Jacopo Robust i che, figlio di un tintore, “come un granello di pepe capace di sopraffare dieci mazzi di papaveri” a sentire l’amico commediografo Andrea Calmo, seppe sfidare la tradizione consolidata incarnata da Tiziano, sbalordendo e scegliendo di innovare: non solo con ardite soluzioni tecniche e stilistiche, ma anche con sperimentazioni iconografiche che segnarono un punto di svolta nella storia della pittura veneziana del Cinquecento.

Dal mondo

Dal Prado di Madrid giungono a Venezia cinque opere straordinarie, comprese Giuseppe e la moglie di Putifarre (1555 circa), Giuditta e Oloferne (1552-1555) e Il ratto di Elena (1578) di oltre tre metri di lunghezza, realizzato per la corte dei Gonzaga, di cui ora si apprezza l’estrema qualità. Susanna e i vecchioni del 1577, tra i più celebri capolavori di Jacopo, giunge dal Kunsthistorisches Museum di Vienna e, grazie agli Staatliche Museen di Berlino, si vedrà in mostra la nobiltà dello sguardo del Ritratto di Giovanni Mocenigo (1580) che, inserito in una ricca galleria di ritratti, ci rivela come Tintoretto, a dispetto di quanto la critica riteneva un tempo, fosse anche abile interprete della psicologia umana. E poi importanti opere dall’America: da Chicago a New York, da Philadelphia a Washington. Emblematici e rivelatori sono i due autoritratti con cui si apre e si chiude il percorso espositivo, eseguiti uno all’inizio e uno alla fine della carriera di Jacopo e prestati rispettivamente dal Philadelphia Museum of Art e dal Musée du Louvre.

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