Van Gogh Experience apre al pubblico: la mostra tecnologica che porta dentro ai quadri

Un'esposizione che sarebbe piaciuta anche al grande regista giapponese Kurosawa. Una visita di un'ora circa in qualità più che full HD, inforcati gli occhiali Oculus Samsung Gear

La mostra che avrà luogo dal 2 giugno al 30 settembre 2018 nel piano nobile di Palazzo Giustinian Faccanon a Venezia, sarebbe piaciuta a Akira Kurosawa, autore del film “Sogni” del 1990. Del genere realista-onirico- drammatico- biografico, è composto da otto episodi, tenuti assieme dalla presenza di un io narrante, l’attore Akira Terao, che dopo Toshiro Mifune ha continuato ad impersonare il pensiero del regista, in gioventù pittore, affascinato dalla pittura di Van Gogh e che smise di dipingere anche a causa del suicidio del fratello Heigo, per passare decisamente alla regia cinematografica, sicuramente il mezzo migliore per esprimere il suo impegno sociale.

Van Gogh Experience: tutti i dettagli della mostra

Nell’episodio “Corvi”, Akira Terao, si trova in un Museo, perso, ammaliato nella contemplazione dei quadri di Vincent Van Gogh: all’inizio il silenzio è assoluto, poi un’atmosfera musicale drammatica, segnata dal Prelude n.15 in D-flat major di Frederick Chopin, accompagna la ricerca del giovane. È talmente rapito, affascinato dalla presenza della natura rivelata dal pennello e dalla visione di Van Gogh, da desiderare di entrare "dentro" al quadro, addirittura di conoscere Van Gogh. E come d'incanto si ritrova tra un gruppo di lavandaie, ai piedi del Pont de Langlois alla ricerca del pittore appena dimesso dal manicomio. Lo trova, interpretato da un giovane Martin Scorsese, mentre cerca nervosamente di coprirsi l'orecchio sinistro reciso e di disegnare un paesaggio. Il pittore gli dice di essere in forma "come una locomotiva" (se ne vede una ad intermittenza) e di non poter perdere tempo a parlare con lui. Il giovane comincia a cercarlo per i campi e magicamente si ritrova a "camminare" in uno dei suoi quadri celebri, finché lo vede scomparire sul sentiero che conduce all'interno di un campo di grano. Un colpo di pistola echeggia nell'aria, spaventando uno stormo di corvi che volano via terrorizzati. E’ la ricostruzione del celeberrimo Campo di grano con corvi dipinto a Auvers-sur- Oise. Il quadro, appartiene a una serie di paesaggi con cieli tormentati, che sono stati visti come un presagio della morte di V.G. che ancora una volta sentiva arrivare una crisi e che presagiva difficoltà finanziarie ancora più gravi del solito, malgrado il fratello e la cognata Jo lo rassicurassero in tutti imodi.

L’arte giapponese e Van Gogh

Peccato che non si siano conosciuti, il giapponese Kurosawa e l’olandese Van Gogh. Di certo c’è la comune sensibilità artistica e la passione, per un periodo, di Van Gogh per l’arte giapponese, testimoniata da molte opere dipinte a Saint Rémy, per esempio: Rami di mandorlo in fiore, del febbraio 1890. V.G. era attratto dagli alberi da frutto in fiore e questo fu uno dei primi lavori impegnativi. Aveva già lavorato su questo soggetto ad Arles, ma questo del 1890,rappresenta la vita che rinasce, dipinto anche per festeggiare la nascita del figlio di Théo e Jo, al quale era stato dato il suo nome, Vincent. Cominciò a lavorare a questa tela, destinata ad adornare la stanza da letto dei genitori. Il 29 marzo 1890 Théo gli scrisse che il nipotino dimostrava grande interesse per l’opera. Questa tela nel progetto della sua visione dell’Oeuvre, la sua Opera globale,alla quale lavorava come un forsennato,acquista un significato enorme, lo impegna moltissimo, anche perché l’albero era fiorito di colpo e una crisi gli aveva impedito una volta finito, di fare altre tele in serie come spesso faceva. Lo stesso Van Gogh afferma di aver dipinto pazientemente e fiduciosamente, secondo lui uno dei migliori lavori. Ogni fiore è diverso, c’è un tocco di rosso in ogni bocciolo, il cielo è dipinto con ampie pennellate. Questa meravigliosa composizione risente del delicato formalismo delle stampe giapponesi e forse se V.G. non avesse avuto una ricaduta , avrebbe fatto altre versioni di questi rami di pesco, rimasti unici. Il condiviso amore per la natura, è rappresentato in Sogni: la natura é vittima dell’uomo, che alla fine viene punito per la sua stupidità dall’episodio- MonteFuji in rosso, dove si vive la catastrofe di un disastro nucleare, la peggiore profezia, che si è avverata con lo scoppio di Fukushima, in tempi recenti, nel marzo del 2011.

La tecnologia

Chi non ha mai desiderato esplorare il mondo dell’artista preferito? O entrare nell’essenza delle sue opere? La tecnologia filmica e della computer-grafica alla fine degli anni ’90 era certamente avanzata, ma non certo come oggi e in occasione di Van Gogh Multimedia Experience, organizzata da Navigare srl finalmente questo sogno sarà possibile. Tutte le immagini sono diffuse da un impianto audio di ultimissima generazione, e riprodotte con definizione maggiore del Full HD dai proiettori laser del sistema Matrix X Dimension. L’esperienza sarà emozionante: una volta inforcati gli occhiali Oculus Samsung Gear per tutto il percorso della durata di un’ora, si condividerà il punto di vista di Van Gogh, meglio ancora, si entrerà all’interno dei suoi quadri, accompagnati dalle sue parole, estrapolate dalle sue lettere, la maggior parte scritte al fratello amatissimo Théo. Queste lettere sono commoventi, ma pervase anche dalla coscienza del proprio valore e di virile volontà di volersi applicare fino allo stremo, noncurante della povertà che insieme alla malattia hanno portato van Gogh alla sua fine, troppo precoce. In una delle lettere, straziante, ci si rende conto che a questo grandissimo artista sono mancati tele e colori o che non potesse usare che poveri vestiti o vivere in situazioni di fortuna.

La camera da letto

In mostra è esposta la ricostruzione della famosissima camera da letto di Van Gogh, più volte dipinta,nel felice periodo di Arles; dal 20 febbraio 1888 all’8 maggio 1889 il pittore visse in questa solare cittadina del Midi, nel sud della Francia, circa 15 mesi, 63 settimane, 444 giorni. Durante il suo soggiorno produsse circa 200 quadri,circa 100 disegni e acquarelli,200 lettere.

La Musica di Marcelo Cesena

Ma cosa sarebbe la tecnologia se non ci fossero il cuore, l’amore, la passione di Giovanna Strano e le note di Marcelo Cesena che amplifica il fascino struggente della mostra? Vincitore nel 2009 e 2013 del premio “Brasilian International Press Award” per la categoria “Miglior musicista Brasiliano che vive negli Stati Uniti”, ed elogiato per la sua “tecnica formidabilmente perfetta” (Folha de Londrina) e “impressionante interpretazione musicale” (Estado de São Paulo), il pianista Brasiliano, Marcelo Cesena ha conquistato il pubblico di tutto il mondo con la sua unica abilità artistica e con le sue emozionanti interpretazioni della vita attraverso la musica. Riconosciuto talento nel mondo della musica classica, Marcelo Cesena, compositore e pianista brasiliano, si è esibito sia come solista sia in varie formazioni cameristiche in prestigiosi teatri e sale da concerto in Brasile, Italia, Spagna, Portogallo Bosnia.

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