La "Repetitive walk" di Hamish Fulton chiuderà la 56. Biennale di Venezia

In occasione dell’ultimo giorno della 56. Esposizione Internazionale d’Arte. La Biennale di Venezia, la Galleria Michela Rizzo in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia è lieta di annunciare un progetto speciale per Palazzo Ducale: una Repetitive Walk dell’artista inglese Hamish Fulton.

Per prenotare la partecipazione al Repetitive Walk (durata della camminata: circa 1 ora) scaricare il modulo: http://www.galleriamichelarizzo.net/wp-content/uploads/2015/11/Participation-Form.docx

Il Repetitive Walk rientra nei Communal Walks, delle particolari camminate che Fulton realizza insieme a un ricco numero di partecipanti e che ha già realizzato in molti luoghi prestigiosi, tra cui la Tate Modern di Londra (2011, in sostegno di Ai Wei Wei).

Fulton, che si attribuisce l’appellativo di “walking artist”, fin dagli anni settanta ha elaborato una ricerca visiva unica che si origina da un particolare rapporto d’esperienza tra uomo e ambiente: da questa relazione possono scaturire forme inaspettate di conoscenza e di consapevolezza. Il camminare è infatti inteso dall’artista come un’azione meditativa, come un momento di solitudine, un percorso da affrontare nello spazio e nel tempo, un evento immersivo, un atto di connessione simbolica con coloro i quali prima di lui hanno attraversato quel luogo specifico: tale approccio gli consente di rileggere secondo una diversa prospettiva tanto la presenza dell’uomo nell’ambiente, quanto lo spirito più profondo di un contesto e delle sue dinamiche. 

All’interno di questo panorama di ricerca i Communal Walks occupano una posizione particolare: si tratta infatti di camminate di grande portata che presuppongono il coinvolgimento del pubblico, e che pur raggruppando folti gruppi di persone, sono pensate per offrire esperienze fortemente coinvolgenti per i singoli partecipanti. Ciascuna di queste camminate prende vita in uno spazio determinato - in questo caso uno dei luoghi più evocativi e simbolici della città lagunare, il cortile di Palazzo Ducale - nel quale centinaia di persone si muovono da un punto all'altro di una traiettoria immaginaria: l'incrociarsi di molteplici individui nella stessa area comune, unitamente al protrarsi nel tempo della camminata, trasformerà l’architettura in un'arena meditativa, un luogo in cui dar vita a un'azione pubblica intesa come gesto di libertà espressiva.

Nato a Londra nel 1946, Hamish Fulton matura la consapevolezza di volersi confrontare unicamente con il paesaggio e l’ambiente sin dall’età di 7 anni quando scala il Goat Fell, il punto più alto dell'isola di Arran in Scozia. È qui infatti che l’artista esperisce per la prima volta la libertà catartica data dall'assenza di regole. 

Il momento cruciale giunge però nel 1973 quando Fulton, dopo aver percorso 1.022 miglia in 47 giorni - da Duncansby Head fino a Land's End - matura la decisione di consacrare la propria arte alla registrazione delle emozioni provate durante le camminate individuali servendosi di media diversi - ma con particolare predilezione per la fotografia che assurge a strumento documentaristico privilegiato per misurare strutture spaziali e circostanze in rapporto al paesaggio vissuto come oggetto nel tempo e nello spazio.

La consacrazione del lavoro dell'artista giunge presto dalle più prestigiose istituzioni museali internazionali: nel 1978 il Moma di New York gli dedica una personale, nel 1979 partecipa alla Biennale di Sydney mentre nel 1981 espone al Centre Pompidou.
L'intrinseca aspirazione ad accedere a una più profonda dimensione trascendente lo spinge a frequentare ripetutamente il Giappone, dall'Hokkaido all'Honshu, e ad avvicinarsi al buddhismo zen nel tentativo di pervenire a una completa identificazione del se’ con lo spirito del paesaggio che giunge a comprendere il vuoto. 

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