Giornata della Memoria 2017: posa delle pietre d'inciampo, 24 in tutto a Venezia e Mirano

Le cerimonie di deposizione delle città che dedicheranno le "Stolpersteine" del tedesco Demnig in ricordo dei cittadini e cittadine deportati nei campi di sterminio nazisti

Ricordare e celebrare. Questo il senso delle iniziative che contemporaneamente si svolgono in tante città d'Europa nella giornata della Memoria, in onore delle vittime delle stragi del nazismo. Nel nostro territorio il calendario è denso di eventi e manifestazioni per non dimenticare l'Olocausto. A Venezia la Giornata previste iniziative fino al 9 febbraio, come il percorso della posa delle pietre d'inciampo dell'artista tedesco Gunter Demnig che inizierà alle 9.30 di venerdì, da campo Sant'Aponal.

Alla cerimonia parteciperà la presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, l'assessore alla Toponomastica, Paola Mar, la presidente della commissione consiliare cultura, Giorgia Pea, il presidente ad interim e l'assistente di direzione del centro tedesco di studi veneziani, rispettivamente, Michael Matheus e Petra Schaefer, il direttore dell'Istituto veneziano per la storia della resistenza e della società contemporanea, Marco Borghi, il consigliere della comunità ebraica di Venezia, Paolo Navarro Dina e Luca Volpato, rappresentante del Consiglio d'Europa.

A Mirano la deposizione delle pietre d’inciampo dello stesso artista tedesco, avrà luogo giovedì 19 gennaio alle 18 alla Corte di Villa Errera a Mirano, in via Bastia Fuori 58. Per non dimenticare i coniugi miranesi Paolo Errera e Nella Grassini, arrestati il 25 febbraio 1944 in quanto ebrei e deportati nel campo di sterminio di Auschwitz. Sia Errera (sindaco di Mirano dal 1895 al 1920) che la moglie non sopravvissero alla Shoah. All’evento, che sarà accompagnato da musiche e letture, interverranno le autorità comunali. L’evento è promosso dal Comune e dal centro per la pace e la legalità Sonja Slavik in occasione della Giornata della memoria 2017.

Le pietre di inciampo (in tedesco Stolpersteine) sono un monumento diffuso e partecipato che l’artista Gunter Demnig realizza per ricordare le singole vittime del nazionalsocialismo, attraverso la produzione di piccole targhe di ottone poste su cubetti di pietra, che vengono poi incastonati nel selciato davanti all’ultima abitazione scelta liberamente dalla vittima.

Scopo dell'iniziativa è preservare la memoria delle deportazioni, e l’inciampo rappresenta metaforicamente un invito alla riflessione. L'iniziativa è partita a Colonia nel 1995 e ha portato all'installazione di oltre 56.000 "pietre" (la cinquantamillesima pietra è stata posata a Torino) in varie città italiane e in molti paesi europei: Germania, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Norvegia, Italia, Francia, Spagna, Svizzera, Grecia, Ucraina, Slovenia, Croazia, Romania ed Russia. L’artista Gunter Demnig sta viaggiando attraverso l’Italia da qualche giorno: ha già posato delle pietre d’inciampo a Roma, Ancona, Grosseto, Reggio Emilia, Torino, Milano e dopo l’installazione miranese proseguirà il suo percorso a Venezia, Grado e Gorizia.

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